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10월 28일 S.I.D. : Sindrome Ingegneristica DegenerativaDurante la vita, (ma non solo), può capitare di venire a contatto con strani soggetti chiamati Ingegneri, ovvero creature portanti seco una strana forma di degenerazione mentale di sicura origine genetica, non visibile e, ahimè, non accertabile mediante i consueti sistemi di controllo medico quali esami del sangue, tomografie, risonanze ecc. Di per sé la tara genetica non sarebbe un problema, sennonché si possono verificare, scatenate da essa in modo del tutto inatteso, delle sindromi comportamentali che, benché non particolarmente pericolose, possono risultare alquanto antipatiche. È importante non confondere questa sindrome con la terrificante Logorrea Saccente Snervante, anche per non gettare nel panico la popolazione. Infatti, nella Sindrome Ingegneristica Degenerativa (SID), non ci sono quella serie di collegamenti mirabolanti che fanno saltare il malato di palo in frasca, anzi la persona affetta tratta in genere un solo argomento in modo iperdettagliato e, a differenza della LSS, vi è la ricerca di un vero dialogo. Ricordiamo infatti che l’affetto di LSS tende a parlare più con se stesso che con gli altri e in tal caso appunto, più che interlocutore, si parla di ascoltatore passivo. Gli affetti da SID tendono dunque a comunicare, molto spesso tra di loro e non è raro imbattersi mentre trattano un banalissimo argomento applicando analisi scientifiche di tale portata che si può ritenere l’incontro un vero e proprio convegno. È quando l’interlocutore non è affetto da SID, come viene spiegato dal Professor Piet Gallantoski (esimio studioso Russo della sindrome, mio cugino di 3° grado), nel capitolo V° dell’opera “Il punto lambda della curva comunicativa” (opera a fascicoli in allegato alla Pravda, a solo un rublo in più, ogni venerdì santo), che la situazione può rendersi preoccupante. Perché mentre l’affetto da SID crea una serie di anticorpi, che lo rende immune ai ceppi altrui, un normale interlocutore rischia di andare incontro a malattie quali la Sbadiglite Lacrimosa Sospirante, nel migliore dei casi, o addirittura alla Depressione Sragionativa Delirante, che vede il poveretto sparare ogni formula appresa durante il periodo scolastico, creando improbabili collegamenti che, ad esempio, relazionano il teorema di Pitagora alla Forza Gravitazionale al fine di determinare il principio della Fotosintesi Clorofilliana. Per il resto un attacco di SID può durare tanto quanto quello di LSS e sono stati rilevati casi in cui, a seguito di un attacco, il portatore della malattia ha perso sino a 6 kg e a 3 diottrie prima di smettere di parlare. La malattia degenerativa, che rimane in genere in letargo durante i mesi freddi, si risveglia con tutti i suoi sintomi nel periodo estivo, ecco perché si consiglia di alzare la guardia proprio durante le vacanze. Si riporta qui sotto, in esclusiva, un dialogo intercettato dal Professor Gallantoski, che verrà allegato nel fascicolo 173 in uscita il venerdì santo del 2168. Per una questione di privacy sono stati cancellati i nomi dei due interlocutori che saranno invece svelati nell’opera stessa, anche per invogliarne l’acquisto (nel 2168 Mastella, che sarà ministro dell'Iperspazio, si renderà conto che l'attuale legge sulla Privacy è una stronzata colossale e ne chiederà, insieme alla poltrona del ministero dell'Interno, l'abolizione) Alfa:” Ehi Beta, che ne diresti di andare a farci una nuotata?” Beta:” Adesso? Direi di aspettare. L’acqua sarà fredda!” Alfa:” Come puoi dire ciò? C’è un sole che fonde la sabbia, figurati se l’acqua è fredda!” Beta:” Mio caro Alfa, dovresti sapere che la temperatura dell’acqua va aumentando durante tutto il giorno raggiungendo l’apice nel momento detto X del tramonto. Il tuo bisogno di nuotare potrebbe essere rovinato da un errata valutazione delle temperature. Cerchiamo di calcolare il momento giusto per buttarsi in acqua che per convenzione chiameremo Omega. In prima analisi valuteremo che Omega non può coincidere con X, poiché se l’acqua accumula calore sino al tramonto, la temperatura dell’aria scema, a secondo delle latitudini dopo una certa ora a cavallo di mezzogiorno. Ne consegue che Omega sarà molto vicino al momento in cui la differenza di temperatura tra i fluidi (aria ed acqua) è minore. A tali dati dovremmo senz’altro aggiungere la presenza di fenomeni ventosi, la loro forza e direzione, nonché la presenza\assenza di nubi che potrebbero cambiare la percezione di calore sull’epidermide. L’aria in movimento infatti, è in grado di sottrarre calore al corpo, ed avrai notato come l’improvviso nascondersi del sole dietro una formazione nuvolosa spessa, possa in effetti donare sollievo. Non possiamo dimenticare inoltre la predisposizione alla sudorazione del corpo umano. Anche l’acqua evaporando sottrae calore donandoci un certo refrigerio, nonché un odore sgradevole, che però non dovrebbe influire su Omega. Variabile da non sottovalutare inoltre è la condizione mentale del soggetto, poiché è certo che la mente può influire pesantemente sulle sensazioni, così se il tuo bisogno è aleatorio le condizioni ambientali diventano difficili da superare, mentre se vi è un effettiva esigenza, allora il fabbisogno può ridurre l’influenza degli agenti esterni, purché essi siano compresi entro alcuni limiti. Ad esempio la presenza di un forte vento di tramontana, mentre il cielo si annuvola in attesa di scatenare un uragano, non sono superabili neppure da una mente dotata di ferrea volontà… L’interruzione è dovuto al fatto che il Professor Piet Gallantoski si era assentato per recarsi in bagno. Un’annotazione a margine evidenzia come Alfa avesse già contratto la Sbadiglite Lacrimosa mentre Beta confrontava una curva sinusoide esemplificante lo stato percettivo del corpo con una curva ascendente delle temperature dell’acqua. Il professore non potè far altro che aggiungere come al suo ritorno, un’ora dopo (brutta cosa la stitichezza), che Alfa era in preda ad un delirio: voleva dimostrare come in prossimità di un buco nero, l’attrazione gravitazionale era tale che persino Prodi poteva apparire un essere senziente e Berlusconi onesto. Per dovere di cronaca e per amore dei “lieto fine” Beta si ristabilì 2 mesi dopo, e benché faccia ancora uso di antidepressivi, può considerarsi clinicamente guarito. PS forse ho esagerato Giu' ma era per scherzare!!! 10월 27일 D.B.S. Digitoslessia Balbuziente SgrammaticataPochi sanno che la Digitoslessia Balbuziente Sgrammaticata è una malattia che colpisce una buona fetta della popolazione, in modo particolare una persona, e tutti quelli che digitano sulla tastiera con 2 o al massimo 4 dita. La capacità virale del morbo è altissima e, negli ultimi anni, ha superato in incidenza, malattie terribili come la Dissenteria Borbottante, la Sudorazione Puzzosa e nel caso di persone che conosco bene, la Leccaculagine Remissiva, sia nella versione Inchinante che non. I primi sintomi si avvertono soprattutto nelle immediate ore dopo il pasto di mezzodì, specie se consumato alla mensa aziendale (vicolo dell'Annunziata per chi non l'avesse capito), ma anche nella fase mattutina detta dei "post automatismi", ovvero in quel periodo semionirico dove la coscienza piano piano prende il possesso del corpo. Succede cosi che, durante la digitazione, si invertono soventemente le sillabe, costringendo alla cancellazione e quindi alla successiva correzione. Si badi che è considerata malattia solo quando il tasto di cancellazione viene premuto con cadenza di almeno uno ogni 15 secondi, o secondo altri parametri, uno ogni 28 sillabe come citato nel celebre saggio: "Digito Ergo Sum - Generazioni e Degenerazioni alla tastiera" dell'esimio Professor Irlandese Dottor O'Gallant (mio cugino) . Al di sopra di questa soglia si considera semplice Rintronamento. La Digitoslessia Balbuziente Semplice non lascia in genere traccia di sè, in quanto le correzioni vengono fatte seduta stante, mentre la più terribile Sgrammaticata lascia impronte indelebili, in particolare in documenti stampati o nei righi delle chat line, Msn, sms ed affini. Questa variante colpisce in modo violento e inatteso: all'inversione sillabica si somma il salto della lettera che, se vocale, in genere viene scambiata per errore di digitazione, se consonante, in rincoglionimento. Nel caso poi di Salto della Doppia o Elisione dell'Acca, in regressione mentale od ignoranza patentata. Da non dimenticare l'inversione del genere maschile-femminile e viceversa!!! La malattia aumenta nei periodi di forte stress, come prima, durante e dopo una riunione, specie in fase di verbalizzazione, nel scrivere lettere d'amore (amore come qualsiesi sentimento affettivo). In quest'ultimo caso il digitoslessico cade molto spesso in depressione poichè finisce per scrivere qualche castroneria a causa della quale viene sfottuto a vita. La malattia è purtroppo degenerativa e nella sua fase finale si nota che i testi dievntano in breve illeggibili, poiche lo scrivetne non si acorge pù di essere i npreda al morbo e contniua a csrivere sezna cancelare. In qutsi acis si cosnilgia di ciamare il 118 e porcedree al'itenramento led sogeto e ala disfenestazzione pirma che la mlaatia si epsanda in mdo ireprable. PrecisazioneSotto minaccia armata sono costretto a rivelarvi chi sono Lui e Lei del racconto qui sotto. Ebbene sì, sono proprio io e una mia amica (non si possono fare nomi perchè la pratica è ancora in istruttoria, confesserò solo alla chiusura delle indagini ihihihihihh!!!). Le improbabili malattie scoperte dai miei ancor più improbabili parenti, sono frutto di autocritica condita con buona dose di autoironia. Da principio sono partito con un i miei difetti personali: la Logorrea Saccente grazie alla quale molti amici mi vedono volentieri solo 2 o 3 volte a lustro. Questo racconto è la parodia, di un mio dialogo con la mia Lei, scritto con la sua supervisione. Come nei casi precedenti i difetti sono amplificati fino al grottesco, e d'altra parte il racconto ha come scopo quello di far ridere, in primis lo scrittore. Per rimanere in tema medico, infatti, scrivere è per me come un farmaco, ridere di me stesso un vaccino, poter scherzare con e dei miei cari un sollievo e naturalmente ridere degli altri un intimo e perverso piacere. Non sentitevi dunque minimamente in imbarazzo per i commenti lasciati, anche perchè ho già in cantiere altre caricature per giornalisti, avvocati, insegnanti, ecc. Quindi prima o poi toccherà anche a voi. Anzi più vi sbilanciate meglio è. E' nel centro che giace il seme del ridicolo (diceva un vecchio saggio di cui mi sfugge il nome), inteso come cosa che diverte. Se non ci credete date un occhio alla politica, anche se lì la risata non può che essere amara. PS se invece avete aneddoti o idee per qualche nuova malattia, si accettano suggerimenti. Purtroppo pare che XXX, la musa della commedia, non se la senta di abbassarsi a certi infimi livelli D.A.S. Declamazione Ampopallosa SnobbicaI medici dei nostri tempi sono spesso testimoni dell’insorgere di nuove malattie, più o meno gravi, e senza dubbio curiose. Nell’ipotetico podio delle patologie più strane non può mancare certo la DAS, o per esteso Declamazione Ampopallosa Snobbica. Il ceppo della malattia fu isolato per la prima volta dal noto ricercatore olandese Hansel Van Gallant (fratello del cugino di mio nonno), i cui studi quasi gli fruttarono il Nobel per la Medicina nel 1988 ( gli preferirono Sir James Whyte Black che scoprì una sostanza dal ridicolissimo nome di Propanololo). In questa sede verranno riportati gli aspetti fondamentali della malattia, per chi volesse approfondire ulteriormente si consiglia di leggere il trattato “Vi invito a recarvi in luogo appartato ove defecare, ovvero i tragici effetti della SAD”, 2785 pag, edito nel 1999 dalla Editing & Printing (quella citata in tribunale insieme alla CEI per aver manipolato la Bibbia…) La SAD è una malattia degenerativa dell’apparato celebrale, che comporta nel soggetto affetto una rapida quanto curiosa involuzione delle capacità di discorrere accompagnato da riduzione dell’espressività del volto che si contrae in una sorta di smorfia di insufficienza o superiorità che dir si voglia. Gli atteggiamenti assunti dai malati di SAD vengono descritti in questo modo dal Van Gallant: “Il soggetto tende a guardare le persone con palpebra semi abbassata, alzando invece il mento in modo da squadrare l’interlocutore come dall’alto al basso, indipendentemente che esso sia davvero più basso o lo sovrasti di 40 cm. Il labbro inferiore va a disegnare una smorfia tra l’annoiato e lo schifato, espressione sovente accompagnata da contrazione dei muscoli tendinei del collo. Anche la gesticolazione si fa svagata sebbene articolata. Il mignolo della mano rimane spesso leggermente alzato. Sia nei soggetti maschi che in quelli femminili si è spesso notato che il capo flette leggermente di lato, mentre in altri casi si è osservato che tutto il corpo assume una rigidità posturale denominata dagli addetti <della Signora Rottermaier>. La voce spesso bassa e atona è accompagnato o preceduta da stanchi sospiri. La modulazione della frase è lenta come quando si cerca di farsi intendere da uno straniero ” La capacità di farsi capire di tali soggetti viene presto meno, tranne nei confronti di coloro che studiano il Manierismo seicentesco o per gli abbonati alla Settimana Enigmistica. Si è notato una notevole incidenza della SAD tra professori di ambo i sessi in particolare in coloro che insegnano materie umanistiche, tra gli avvocati e i notai, e in alcuni casi anche nei politici. L’involuzione della capacità dialettica, cui mi riferivo in apertura, è curiosa perché essa non ne diminuisce affatto la qualità, semplicemente essa si involve in senso temporale andando cioè a pescare parole cadute in disuso. Le frasi assumono un’ampollosità tale da apparire esagerate e fuori luogo. Si riporta qui sotto un dialogo tra "amici", entrambi affetti da SAD che l’esimio ricercatore Van Gallant colse casualmente durante un'analisi approfondita dei loro pc (dialogo riportato nell’opera sopraccitata a pag 1326) Lei:” Deh, il pevpetvarsi di queste condizioni atmosfeviche sta assumendo i contovni di una meva tvagedia” Lui: “Ho posato lo sguardo sul giornale odierno non v'è previsione che non uccida ogni speme. Condivido dunque il tuo pensiero: se il cielo permane adombrato, non vedo chi possa sfuggire codesta tremenda mestizia” Lei (sospirando e indicando un borsello di pelle)” Cavo, cvedo che la mia sovellina mi abbia pvivato momentaneamente del tuo nuovo telefono cellulave: favei meglio a contvollare che non combini qualche mavachella” Lui (abbandonando l’espressione supponente con cui stava leggendo le definizioni delle parole crociate di Bartezzaghi) “Spero non osi confondere l’aggeggio altrimenti affronterà la mia ira…ma tu, perdonami…(riportando la concentrazione sul Bartezzaghi) chi fu l’imperatore romano che edificò i Fori? la parola è costruita con sette lettere cui l’ultima una “O” Lei (sospira e scuote la testa non vista dall'amico, guardandolo con aria compassionevole) “ Ma cavo, suvvia possibile tu non vimembvi Catullo?” Per la cronaca Van Gallant riporta che lo schema del Bartezzaghi venne miseramente abbandonato dopo un imprecisato numero di correzioni. Come spesso accade in queste nuove malattie a subirne le conseguenze non sono i malati ma coloro che sono vicini. La malattia infatti può causare nei soggetti sani improvvisi travasi di bile e/o crisi di tipo epilettico che, nei soggetti maschili, probabilmente a causa del testosterone, si esprime in movimenti convulsivi nonché violenti delle mani, strette a pugno, verso la regione pelvica. Si è osservato che nel 83% dei casi il maschio in preda a convulsioni autolesioniste si batte ripetutamente i testicoli con una bottiglia di plastica vuota. Non si è ancora stabilito se si tratti di una coincidenza. Più spesso la SAD provoca nei soggetti presenti nelle vicinanze una reazione conosciuta come Sbotto Dialettale Fanculizzante di cui si riportano alcuni esempi: Veneto: va in mona Lombardo: va a ciapà i ratt Romano: ma va a pjarla Napoletano: Ce fatto a' uallera a' pizzaiola Pare che il Van Gallant chiese il significato di tali frasi al vicino di ombrellone, un pio ragazzo, che tradusse il tutto, con buona sintesi, in un :“Va a cagare”. Da qui il titolo del sopraccitato trattato. 10월 23일 LSS : Logorrea Saccente SnervanteDelle tante malattie di cui un uomo, inteso come appartenente al genere umano, può soffrire, una delle peggiori è di certo la Logorrea Saccente. Codesta malattia colpisce per di più persone di una certa cultura, non per forza dei geni, ma comunque dotati di una conoscenza discreta in vari campi del sapere o dotati di un'assoluta padronanza di una specifica materia. Gli sfortunati colpiti dal morbo sono in grado di parlare per ore di un argomento senza mai stancarsi. Per lo più dotati di una discreta dialettica riescono ad affascinare l'interlocutore e a tenerlo inchiodato alla poltrona per ore, anche se spesso questi interlocutori ci stanno, inchiodati, per timore che l'infervorato logorroico si offenda, o per una sorta di sfida personale (l'ultima volta l'ho retto per 4 ore 14 minuti e 37 secondi, vediamo se batto il record) o, infine, perché frastornati e si abbandonano così, inebetiti, ad un oblio, la cui colonna sonora è la veloce sillabazione del malato. La Logorrea Saccente non va confusa con la Logorrea Somara, tipica di uomini che non sanno di non sapere e parlano lo stesso, e dalla Logorrea Anser Anser, o dell'Oca, che invece colpisce il genere umano nella sua variante femminea, molto simile a quella somara, ma che si riconosce dal fatto che le donne colpite parlano per ore di cose di cui a nessun altro può importare (ad esempio, l'abbinamento dello smalto delle unghie con il colore della vernice della borsetta), tranne che ad altri soggetti a loro volta ammorbati dalla medesima variante. La logorrea saccente porta il soggetto malato a intavolare un discorso che non solo sia il più esaustivo possibile dell'argomento trattato , ma che possa mettere in mostra la mole di nozioni che si annida nel suo cervello. Il logorroico saccente è inoltre un maestro nel trovare collegamenti sottili, inimmaginabili sino al momento in cui vengono esposti, in grado di aprire mirabolanti parentesi. E’ il motivo per cui l'ascoltatore, perché in effetti, per ovvie ragioni, parlare di "interlocutore" è decisamente improprio, rimane incapace di interagire ed è costretto a subire l’interminabile flusso di parole. Degenerazione della Logorrea Saccente, che a questo punto definiremo Semplice, è la temibile Logorrea Saccente Snervante. La variante si riconosce dal fatto che il malato non è più in grado di controllare il flusso di parole: afferma, postula, cerca il contradditorio ma poi sceglie l’autocontraddittorio, esprime tesi e le abbatte da solo, apre infinite parentesi senza chiuderne alcuna, inanellando passaggi logici apparentemente indiscutibili (soprattutto dopo che il discorso è cominciato da almeno mezz’ora) in realtà assolutamente retorici e iperbolici. Il malato pare parlare rapito dal suono della propria voce, si crede in grado di leggere i pensieri altrui, usa quindi frasi del tipo: “ Ora tu mi chiederai sicuramente … ma è inutile dire che io ho la risposta ecc, ecc”, “ Tu potresti obiettare che … ma a questo punto io ribadisco che in base ecc ecc” e via dicendo. La Logorrea Saccente Snervante è purtroppo una malattia mortale sebbene ancora non siano chiari i meccanismi con cui agisce. Infatti non sempre a morire è colui che ne è affetto, ed anzi spesso a decedere sono le persone a lui vicino, e sempre in modo violento. Tra le casistiche della morte di questi si annoverano fenomeni di autocombustione (anche se sulla scena della tragedia si sono trovate taniche e forte odore di benzina), lacerazione dei tessuti sino alla lesione dei condotti venosi e/o arteriosi dei polsi o sotto l’orecchio, nonché sfondamento dell’osso frontale in prossimità della glabella, causato da improvvise crisi epilettiche, che peraltro danneggiano anche la mobilia attorno in modo particolare gli spigoli vivi. Se a decedere è invece il malato le casistiche sono più varie. Il logorroico saccente snervante muore spesso per avvelenamento (“avrai sete, ti preparo una tisana, intanto continua che ti ascolto”) e come elegantemente espressa in una teoria, sostenuta dall’esimio professor Von Gallant (mio parente di Dusseldorf) pare che sia addirittura il cervello dell’ammorbato che per bloccare lo stress ordini all’organismo di produrre tossine che poi accumulate divengono letali. Non di meno accade che l’uso costante e continuo delle corde vocali crei una degenerazione dei tessuti del collo che si presentano recisi. A volte tale forma non arriva a tanto e sul collo della vittima rimangono solo delle zone tumefatte la cui forma assomiglia a delle mani. Tuttavia tutti sono concordi nel fatto che la peggior morte cui possa andare incontro un malato di questa variante sia il cedimento contemporaneo del cuore e delle sinapsi celebrali dovute alla semplice domanda: “come hai fatto ad arrivare qui?”, specie se si sta parlando dell’incubazione delle uova di ornitorinco dopo che si è partiti discutendo del come sia possibile che Mastella possa essere diventato Ministro della Giustizia. 10월 22일 The first marlboro of the day..la prima sigaretta del giorno è sempre la migliore...specialmente se arriva in una mattina come questa, con un tempo strano che mi abbatte...perchè mi fa davvero liberare la mente dal primo tiro, dal primo assaggio si svuota tutto...e mi viene da ridere, perchè non è possibile essere così metereopatici...perchè è stupido accalcare preoccupazioni che non ci sono solo per qualche nuvola... all'ultimo tiro un po' mi dispiace...è sempre un momento un po' magico al mattino, lasciarsi avvolgere dal fumo delle mie care Marlboro. Inultile negarlo...scacciano i pensieri meglio di ogni altra cosa... fattostà che ora sorrido. [lo sai Ro che questo è flusso di pensieri allo stato puro!! e questa ne è la conferma... ste righe le ho pensate mentre fumavo nell'ufficio, e ridevo a pensare che hai proprio ragione...sono pazzo... ma questo lo sapevamo già!] 10월 21일 uomini e deiTa... come promesso... Un tempo tutti gli uomini erano Dei, abusarono a tal punto del prezioso dono della divinità da indurre Brahma a decidere di sottrarre loro la potenza divina, nascondendola dove non avrebbero mai potuto trovarla. Il problema era individuare il rifugio adatto, e quando gli Dei minori furono chiamati a consiglio per discutere la delicata questione proposero di seppellire la divinità dell’uomo in fondo alla terra. Brahma, dopo aver meditato, rispose: “Non è un posto sicuro, perché l’uomo scavando, rovisterà le viscere della terra e la troverà”. Allora gli Dei incalzarono:” La riporremo nelle profondità dell’oceano”, ma Brama replicò :”No, perché prima o poi l’uomo esplorerà i fondali di ogni mare e la scoverà”: Allora gli dei si arresero : “Non sembra esistere un luogo sufficientemente sicuro!”. E Brahma: “Ecco cosa faremo, la nasconderemo nel suo cuore, dove non penserà mai di cercarla!”. E da allora, l’uomo è andato su e giù per la terra, esplorando, arrampicandosi, scavando, alla disperata ricerca di qualcosa che è già dentro di lui 10월 20일 Il Governo si è accorto che Internet è meno controllato e meno "amico" di Porta a Porta. La legge Levi - Prodi e la fine della Rete (in Italia)
LEVI Ricardo Franco Nato a MONTEVIDEO( URUGUAY ) il 10 aprile 1949 Laurea in scienze politiche; giornalista professionista Eletto nella circoscrizione III (LOMBARDIA 1) Lista di elezione: ULIVO Componente degli organi parlamentari: II COMMISSIONE GIUSTIZIA dal 29 maggio 2007 ( sostituito dal deputato Squeglia Pietro) Uffici di Governo: SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI dal 18 maggio 2006 ( CON DELEGA ALLA INFORMAZIONE, ALLA COMUNICAZIONE E ALLA EDITORIA dal 15 giugno 2006 ) Dal blog di Grillo!!! {Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”. Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili. Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.} Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it Pps: per propria opinione si intende anche un bel vaffanculo!!! Quando il rincoglionimento si fa duro..Vai in cucina, metti a fare il caffé e riempi un bicchiere d’acqua perché devi prendere quella cavolo medicina (effervescente). Aspetti che il caffé sia pronto, lo metti nella tazzina e aggiungi lo zucchero. Prendi bicchiere e tazzina e ti dirigi verso camera tua rovesciando, come al solito, metà del caffé per il corridoio. Posi il tutto sulla scrivania e vai a pulire il corridoio. Torni in camera, apri il cassetto, prendi la medicina e….. LA BUTTI DENTRO IL CAFFE’………………… Non aggiungo altro………. 10월 16일 Non poteva mancareSi sono fatte le primarie per eleggere Walter Weltroni "capo"
(segretario? presidente? gran khan? non s'è capito. "Capo". Comunque sembrerebbe
si intenda segretario) del Partito Dddemocratico, che peraltro in senso stretto
ancora non esiste (dovrebbe cominciare in questi giorni, comunque). Mi voglio spendere solo sulla ventata di novità che verrà portata alla politica italiana da questo soggetto nuovo, con nuovi volti quali d'Alema, Veltroni, Gentiloni, Fioroni, Mecoglioni. Nuovi volti, come Ciriaco de Mita, per esempio. Uno che sembrava stesse per crollare insieme al Muro di Berlino ed invece eccolo qui, ancora sulla breccia, legislatura dopo legislatura. Mi sa che manca solo uno all'appello: il nostro caro Demente Mastella. Ma, direte voi, una volta che non c'è perchè lo tiri in mezzo? Che ci scommettete che se la tanto agognata nuova legge elettorale non permetterà al minuscolo partitino del demente di aggiudicarsi (come giusto che sia) nessun deputato o senatore semplicemente mettendo un piccolo sbarramento (basta l'1,5% per l'UDEUR) lui lo troveremo candidato nelle file del piddì? Comunque io non ci sono andato a votare, sia perché un'euro mi fa comodo, sia perché il candidato migliore anzi l'unico uomo candidato alle primarie del PD era comunque un po' imbarazzante (la Rosy), e soprattutto perché le mie idee politiche non c'entrano niente con questa cosa del Partito Dddemocratico, ma zero, proprio, ma non solo con il pppidddì che non conosciamo bene essendo un'entità astratta, ma soprattutto con tutti quelli che ci stanno dentro che sono entità concrete che conosciamo bene. 10월 14일 Bello è impossibile..Pagare le tasse è bello! Queste sono state le parole pronmunciate da Padoa Schioppa nel corso della trasmissione Mezz'ora, con Lucia Annunziata. No, non avete letto male e non c'è neanche un errore di battitura. Pagare le tasse è bello. Analizziamo. PAGARE: verbo transitivo prima coniugazione. LE: articolo determinativo femminile plurale. TASSE: sostantivo femminile plurale. BELLO: aggettivo qualificativo singolare maschile. Non appena Padoa Schioppa ha pronunciato quella frase, è scoppiato il delirio! L'aggetttivo qualificativo BELLO, è caduto dalle nuvole quando si è sentito chiamato in causa così inaspettatamente. Tutti gli altri aggettivi che aspettavano di qualificare il sostantivo TASSE si sono sentite umiliate e contrite. L'aggettivo ALTE, prima della frase shock del ministro, faceva lo sborone perchè ultimamente è stato scelto sempre con più insistenza e stare sulla bocca di tutti gli ha fatto montare la testa. Ma il destino gli ha giocato un brutto scherzo. E così è corso via umiliato l'aggettivo ALTO, lui che era abituato a stare sempre una spanna sopra gli altri. L'aggettivo TROPPE che stava per raggiungere la vetta della classifica insieme ad ALTE, per la prima volta si è sentito in difetto! La vita degli aggettivi è stata sconvolta. EVASE risultava irrintracciabile. L'aggettivo FISSE è stato fatto fesso; lui che adora qualificare il sostantivo TASSE perchè dice che ha un bel suono TASSE FISSE. Lacrime e disperazione. Tutti gli aggettivi in agitazione insomma per il caso e a momenti qualche aggettivo, per il dolore, schioppa. L'aggettivo BELLO è rimasto a lungo incredulo. Lui così abituato a qualificare altri sostantivi: tempo, bel tempo; la vita, bella vita; l'albero pugliese,Alberobello. Nel padiglione delle riunioni, gli aggettivi si contendevano il privilegio di qualificare il sostantivo TASSE. Nel caos generale però, una voce zittì tutti gli altri. Una voce dimenticata. L'aggettivo GIUSTO, da anni in pensione, prese la parola: “Mi consentano lor signori aggettivi. Nessuno di voi può qualificare il sostantivo TASSE. Tu bello è impossibile; non sei adatto.” E l'aggettivo BELLO in lacrime corse dal verbo RIFARSI per rifarsi bello. L'aggettivo GIUSTO riprese a parlare: “Tu ALTE, scendi dal piedistallo; tu TROPPE questa volta hai esagerato e per quanto riguarda EVASE, se ti becco ti metto dentro. Concludo, e scusate se mi autocito, ma l'aggettivo più giusto è GIUSTO. 10월 13일 Le cianfrusaglieScrivo qui, un po’ per far passare in secondo piano il tristissimo post precedente (se non è triste Leopardi chi lo è), un po’ per sete di rinnovo, in questo sabato mattina che ho scelto di prendermi libero affinché lo possa dedicare ad un argomento che il 90% di quelli di questa community menzionano in continuazione. Ma che solo un 20%, a quanto pare, prende seriamente. Un altro 30% lo prende in modo semiserio (tra cui anch’io) ed il restante 40% lo utilizza solo come deterrente per dar senso ad una propria giornata. Si parla, per chi ancora non l’avesse capito, dello STUDIO. Vocabolo di cui già da qualche anno mi sono stufato, tant’è che posso con certezza dire che in tutta la mia carriera scolastica ben poche volte ho “studiato” nel vero senso della parola. Il più delle volte ho “appreso”, ho “rosicato”, ho “intuìto”, ho “compreso”. Ma “studiato” nella sua forma più classica, ovvero testa china sul libro o sugli appunti e forzatura di concetti nella mia mente…beh, quello non ce l’ho mai fatta a farlo. Mi sentivo talvolta un po’ridicolo. Tant’è che questa mattina, nel provare a farlo al fine di assimilarmi un po’di più al resto del mondo studentesco, mi sentivo a tratti imbarazzato, e mi staccavo dagli appunti per periodi di tempo più o meno determinati. Non ce la posso fare. Meno male che non manca molto all’epilogo. Mi fossi conosciuto meglio e prima, avrei fatto quasi sicuramente Meteorologia. Oppure Psicologia, se solo non fosse stato un cammino così lungo. Non mi ci vedevo affatto, ad affrontare un cammino così lungo. O meglio ancora, me ne sarei andato a lavorare con la mia più che dignitosa licenza liceale! A 19 anni, ai tempi in cui decisi di intraprendere questa carriera, mi suonavano nella mente come sonaglini che col loro rumore argentino mi avrebbero allarmato non poco, ma io, con la mia volta cranica foderata di lana di roccia, attutivo a tutti i costi questi campanelli di allarme occultandoli con l’entusiasmo della neo-intrapresa carriera universitaria. Campanelli d’allarme che ora invece suonano tutti assieme, come le sirene degli antifurti durante un black out, e che nella testa mi rimbombano così tanto da farmi rimboccare le maniche e da indurmi a riflettere in modo esistenziale su quello che sarò dopo 6 anni di spremitura in quell’università, in quell’ambiente, in quel metodo di concepire le cose che molte volte mi ha un po’spaventato e che alcune volte ho quasi odiato. Ma non era di questo che volevo parlare, ma di tutt’altro. Ovverosia, delle cianfrusaglie. Ma, poiché l’argomento è passato in secondo piano (ed è giusto che sia stato così, in quanto il mio animo aveva delle preminenze), ne parlerò la prossima volta. Anzi, facciamo così: ne sintetizzo ora il contenuto in una frase emblematica. Io ODIO tutte quelle cianfrusaglie che consistono in: - soprammobili vari - suppellettili - ricordi di viaggio - lavorati di artigianato di bassa fattura (esempio, made in China) - oggetti privi di funzionalità e di senso estetico che occupino, in superficie piana, più di centimetri quadrati 20. Va bene. Per questa mattina basta così. Ora vado a leggermi biochimica, pensando più che altro a non fare una delle mie solite figuracce davanti al docente se e quando darò l’esame. A VOI. 10월 10일 IL LEOPARDI"Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono". Nulla di più vero, buon Giacomo. 10월 6일 SONDAGGIO CULINARIO!!E' mattina, e il fatto di esservi alzati
prestissimo già vi mette di cattivo umore...il tempo fuori è plumbeo e
aiuta la vostra depressione mattutina...siete in ritardo, come tutti i
giorni d' altra parte, quindi vi preparate in tutta fretta la
colazione, prendete le fette biscottate e con amore e dovizia vi
spalmate sopra uno spesso strato di nutella (o marmellata)....se non
che, a causa della vostra fretta, quella che poteva essere la
colazione, vi cade per terra....ed ovviamente dalla parte della
nutella....così iniziate la giornata smadonnando, e il buon umore vi
terrà compagnia per tutta la giornata.....
Vi riconoscete in questa descrizione??
Vorreste che le vostre fette biscottate non si schiantassero più per
terra dalla parte della nutella, lasciando sul pavimento tracce che
potrebbero essere anche scambiate per altro???
Noi (io e Donald ihihihi)....sappiamo come
aiutarvi....diteci se anche voi avete bisogno di fette biscottate che
non si spiaccicano.....ma non solo, avete altri piccoli o grandi
problemi??
Esponeteli qua sul blog...cercheremo di dare soluzionie ad ognuno di essi...
PARTECIPATE NUMEROSI Ps. sono malato!!! 10월 2일 Il prezzo della fedeCon questo non voglio assolutamente sminuire il dibattito attualissimo sulla "casta" o "cosca" politica ma mi chiedo se proprio dovessero scrivere un libro a quattro mani in quel di Ceppaloni Grillo e demente Mastella su tutte le caste chissà se inizierebbero proprio da questa....... ma pure qua ci sei di mezzo tu demente? Non te ne perdi una.......dove si tratta di beghe il demente nazionale è presente!!! Ora vi riporto un articolo da "altrenotizie": Quanto ci costa questa nostra imbarazzante classe politica ormai è cosa nota. Ma c’è un’altra casta che ci costa davvero tanto. E non solo in termini economici ma anche – e soprattutto – per questioni legate alla sua costante ingerenza in un ambito (la politica) che mai dovrebbe appartenergli in una democrazia compiuta. E’ Santa Romana Chiesa. Da quando, nel ’90, è stato codificato, attraverso l’istituzione dell’otto per mille, il finanziamento palese ad alcune confessioni religiose, un fiume di denaro fresco ha cominciato a fluire nelle casse della Cei raggiungendo – secondo un’inchiesta recente di La Repubblica - il miliardo di euro l’anno. “Ruini è il dominus incontrastato di questo denaro - scrive Curzio Maltese, inviato del quotidiano diretto da Ezio Mauro - e tolte le spese automatiche come gli stipendi dei preti, è il presidente della conferenza episcopale, attraverso pochi fidati collaboratori, ad avere l'ultima parola su ogni singola spesa, dalla riparazione di una canonica alla costruzione di una missione in Africa agli investimenti immobiliari e finanziari”. E stiamo solo parlando di una delle tante voci a bilancio della Chiesa cattolica. Ma la domanda di fondo è più ampia, anche se più banale: quanto costa la Chiesa cattolica agli italiani? E se è anche lecito poter pensare che la politica, il governo di un paese, abbiano un costo, perché si dovrebbe accettare che una confessione religiosa, ormai non più da tempo religione di Stato, debba essere foraggiata dai cittadini italiani attraverso il prelievo diretto sull’Irpef? In nessun Paese al mondo funziona come da noi, neppure nella cattolicissima Spagna o in altri Paesi dove la presenza Vaticana è particolarmente numerosa. Eppure, ogni volta che qualcuno muove una critica al sistema, chiedendone una revisione, il braccio armato della Chiesa presente in Parlamento blocca qualsivoglia istanza di cambiamento. E tutto finisce lì. Eppure bisognerebbe rispolverare la memoria e ricordare, ogni tanto, come funziona questa “elargizione volontaria” dei cittadini verso le casse Vaticane. E’ certamente vero che gli italiani preferiscono pagare i preti più dei politici, ma non è detto che tutti la pensino allo stesso modo. Val la pena, allora, di rammentare che il meccanismo dell'otto per mille sull'Irpef, studiato a metà anni ‘80 da un fiscalista del calibro di Giulio Tremonti, all’epoca consulente del governo Craxi, assegna alla Chiesa cattolica anche le donazioni non espresse, su base percentuale. I l 60 per cento dei contribuenti lascia in bianco la voce "otto per mille" ma grazie al 35 per cento che indica "Chiesa cattolica" fra le scelte ammesse (le altre sono Stato, Valdesi, Avventisti, Assemblee di Dio, Ebrei e Luterani), la Cei si accaparra quasi il 90 per cento del totale. Una mostruosità giuridica la definì già nell'84 sul Sole 24 Ore lo storico Piero Bellini. Che tale è rimasta, senza particolari lamentazioni da parte dei responsabili delle altre confessioni, troppo minoritarie e frazionate per poter rivendicare parità di trattamento. L’otto per mille, in realtà, è solo la punta dell’iceberg del clientelismo dello Stato italiano rispetto alla chiesa cattolica. C’è anche – e soprattutto – l’odiosa sperequazione che riguarda l’Ici : i luoghi di culto, come dovrebbe essere noto, sono esenti dal pagamento della tassa comunale. A Roma ci sono più chiese che ospedali e non bisogna essere fini matematici per capire quanto giovamento potrebbero averne le casse dell’amministrazione capitolina se solo questa esenzione (dovuta a cosa?) fosse stracciata. Stime “non di mercato” svolte dall’Anci, l’associazione dei comuni italiani, hanno valutato tra i 400 ai 700 milioni di Euro il mancato incasso per l'Ici delle amministrazioni locali italiane. L’inchiesta di La Repubblica , senza portare cifre rigorose, d’altra parte impossibili da reperire per via della totale omertà delle gerarchie vaticane a rendere noti i propri bilanci, ha comunque stabilito che la Chiesa cattolica costa ai contribuenti italiani almeno quanto il ceto politico. Oltre quattro miliardi di euro all'anno, tra finanziamenti diretti dello Stato e degli enti locali e mancato gettito fiscale. La prima voce comprende il miliardo di euro dell'otto per mille, i 650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti dell'ora di religione (lo stabilisce il Concordato) altri 700 milioni versati da Stato ed enti locali per le convenzioni su scuola e sanità. Poi c'è la voce variabile dei finanziamenti ai Grandi Eventi, dal Giubileo (3500 miliardi di lire) all'ultimo raduno di Loreto (2,5 milioni di euro), per una media annua, nell'ultimo decennio, di 250 milioni. “A questi due miliardi 600 milioni di contributi diretti alla Chiesa - scrive sempre Maltese - occorre aggiungere il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano, oggi al centro di un'inchiesta dell'Unione Europea per aiuti di Stato”. A tutto questo infinito elenco della spesa andrebbero anche aggiunti i 500 milioni derivanti da esenzioni Irap, Ires e altre imposte, mentre in altri 600 milioni consiste l’ammontare dell'elusione fiscale legalizzata del mondo del turismo cattolico, che gestisce ogni anno da e per l'Italia un flusso di quaranta milioni di visitatori e pellegrini. Quattro miliardi all'anno, si diceva. Quante scuole, quanti ospedali, quanti servizi migliori si potrebbero fare con tutto questo denaro? “ La Chiesa cattolica – conclude Maltese - non eletta dal popolo e non sottoposta a vincoli democratici, costa agli italiani come il sistema politico”. Con quale ritorno per lo stato laico, ci chiediamo noi? E come li spendono, poi, tutti questi soldi se, di certo, i sacerdoti hanno meno bisogno di far di conto delle famiglie italiane? Su cinque euro versati dai contribuenti – si legge nel bilancio della Cei, ma vai poi a sapere - la conferenza dei vescovi dichiara di spenderne uno per interventi di carità in Italia e all'estero (rispettivamente 12 e 8 per cento del totale). Gli altri quattro euro servono all'autofinanziamento. Prelevato il 35 per cento del totale, per pagare gli stipendi ai circa 39 mila sacerdoti italiani, rimane ogni anno mezzo miliardo di euro che il vertice Cei distribuisce all'interno della Chiesa a suo insindacabile parere e senza alcun serio controllo, sotto voci generiche come "esigenze di culto", "spese di catechesi", attività finanziarie e immobiliari. Senza contare l'altro paradosso: se al "voto" dell'otto per mille fosse applicato il quorum della metà, la Chiesa non vedrebbe mai un euro. Cita l’inchiesta di La Repubblica: “Nella cultura cattolica, in misura ben maggiore che nelle timidissime culture liberali e di sinistra, è in corso da anni un coraggioso, doloroso e censuratissimo dibattito sul "come" le gerarchie vaticane usano il danaro dell'otto per mille "per troncare e sopire il dissenso nella Chiesa” . Una delle testimonianze più pungenti del momento è quella rappresentata dal libro "Chiesa padrona" di Roberto Beretta, scrittore e giornalista dell'Avvenire, il quotidiano dei vescovi. Al capitolo "L'altra faccia dell'otto per mille", Beretta osserva: "Chi gestisce i danari dell'otto per mille ha conquistato un enorme potere, che pure ha importantissimi risvolti ecclesiali e teologici". E continua: "Quale vescovo per esempio - sapendo che poi dovrà ricorrere alla Cei per i soldi necessari a sistemare un seminario o a riparare la cattedrale - alzerà mai la mano in assemblea generale per contestare le posizioni della presidenza?". "E infatti - conclude l'autore - i soli che in Italia si permettono di parlare schiettamente sono alcuni dei vescovi emeriti, ovvero quelli ormai in pensione, che non hanno più niente da perdere...". Oggi la Chiesa è di gran lunga più ricca e potente dei palazzi della politica, governa con rigore i media e la politica medesima (anche quella laica) e le alte gerarchie vaticane godono di una visibilità mediatica seconda solo a quella dei leader parlamentari. “Si vantano folle oceaniche ai raduni cattolici - scrive Maltese - la moltiplicazione dei santi e dei santuari, i record di audience delle fiction di tema religioso. Le voci di dissenso sono sparite. Eppure le chiese e le sagrestie si svuotano, la crisi di vocazioni ha ridotto in vent'anni i preti da 60 a 39 mila, i sacramenti religiosi come il matrimonio e il battesimo sono in diminuzione”. Proprio come Berlusconi, anche la Chiesa di Ratzinger sembra oggi tarantolata dal culto mediatico secondo cui la visibilità sarebbe direttamente proporzionale al consenso popolare. Niente di evidentemente più sbagliato, niente di così politico e antireligioso per antonomasia. E qualcuno, non troppo tempo fa, aveva lanciato, inascoltato, l’allarme. “La Chiesa sta divenendo per molti l'ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l'ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo”. Con gli occhi di oggi, la firma su questo testo lascia sgomenti: quel fine teologo era proprio lui, Sua Santità Joseph Ratzinger. Sara Nicoli |
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