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2月29日 Il puzzleQuando eravamo bambini il futuro veniva immaginato popolato da macchine volanti, biosfere che contenevano vita e vegetazione e razze che coabitavano in armonia. Certo suonava fantastico e promettente, ma abbiamo sempre saputo dentro di noi che fossero cazzate che non si sarebbero mai avverate perchè il sussidiario di scienze non era così promettente e perchè le trasmettevano su Telemontecarlo. Altre previsioni, molto più sofisticate e scientifiche - ci assicuravano - venivano rilanciate dai soliti quotidiani allarmisti che promettevano che intorno al periodo in cui stiamo vivendo ora saremmo stati tutti anoressici senza un filo di grasso, con vestiti identici a quelli delle ragazze - tanto da essere perfettamente interscambiabili - ed infine tutti bisessuali. E si, siamo quasi nel 2010, ma non siamo ancora uomini francesi. Non è una fregatura? E’ come se ci avessero dato un puzzle da completare e, dopo la fatica di averlo composto pezzo per pezzo, ci accorgessimo che non ha nulla a che vedere con la foto sulla scatola. Però, accidenti, siamo pur sempre quasi nel 2010. Suona importante solo a dirlo, e ti viene voglia di onorare le cifre che contiene per una stupida ed irrazionale riverenza che la data aveva nei tuoi ricordi da succhiatore di pollici. Ed invece questo non accade - affatto. Ciò che accade, invece, è il ripetersi senza fine di un loop frustrante di avvenimenti e persone sbagliate finchè ti picchietti sulla testa e realizzi: “cazzo, sono adulto”, e devi accettare il fatto che le cazzate che raccontavano per tenerci buoni da bambini non erano quelle che comprendevano grassi uomini in rosso che vendono Coca-Cola e fatturati in positivo ai negozi di alimentari, erano quelle che avrebbero formato il nostro ingenuo idealismo, che viene continuamente fatto a pezzi trasformando i migliori di noi in odiosi uomini cinici sconfitti dalle circostante e senza alcuna voglia di cambiare le cose. E tu, magari, non chiedevi neanche troppo. Non ti interessava affatto l’idea di sventolare una bandiera italiana sul balcone dopo conquiste militari, o batterti il petto dopo aver visto la differenza il positivo del PIL rispetto agli altri paesi paesi europei. Era più essere abbastanza contenti e orgogliosamente neutrali dal non desiderare di rispondere ad “are you italian?” con “Sprach deutsch?” Perchè sulla mia scatola questo non c’era? 2月27日 il nuovo che avanzaCi stanno provando in tutti i modi: ci vogliono strappare l'entusiasmo di occuparci di politica. Se a livello nazionale si fa ogni sforzo possibile per consumare appieno una deriva plebiscitaria, a livello locale si operano scelte perfettamente in linea con quel dato di fatto che si vorrebbe in ogni modo negare: le gerarchie di partito sono rimaste talis et qualis. Due dati in contrasto tra loro? No. Qualunque leader ha bisogno di un establishment accondiscendente. Stalin lo sapeva bene: è per questo che, nell'estremo tentativo di non permetterne il consolidamento, periodicamente lo "rinnovava". Così Berlusconi e Veltroni sfoltiscono i poteri intermedi, mantenendo necessariamente le oligarchie di partito che si dimostrano acquiescenti. Guardiamo alla storia: Cesare nel momento in cui assunse il potere a Roma inserì in Senato un bel po' di nuove leve prese dall'ordine equestre in modo da ridimensionarne il potere. Ma al tempo stesso perdonò molti pompeiani di cui desiderava l'appoggio come, per esempio, Cicerone. Non è che Veltroni e Berlusconi abbiano studiato la storia: è semplicemente ciò che ogni leader, avendone la possibilità, farebbe: togliersi dalle scatole il maggior numero di possibili disturbatori. Veltroni e Berlusconi hanno avuto questa occasione ed hanno agito. Se non siete ancora convinti basta che guardiate alle candidature nei posti che contano. Non c'è che dire, bel rinnovamento! In Sicilia Lombardo, sostenuto da Cuffaro, candidato del Pdl e la Finocchiaro (donna che non stimo per niente e che non voterei e che non può certo dirsi nuova) del Pd. Miccichè ministro (io sto nome me lo ricordo già, chissà com'è?). A Roma, udite udite, due new entries assolute: Rutelli vs. Alemanno. Capolista nel Lazio per il Pd una giovanissima Marianna Madia, classe 1980, capello con boccoli biondi, ex del figlio di Giorgio Napolitano, aria da pariolina ricevuta in dote dalla famiglia di noti avvocati della capitale (suo zio Titta Madia è il difensore di Clemente Mastella e dei suoi fedelissimi nell'inchiesta di Santa Maria Capua Vetere che ufficialmente ha fatto cadere il governo del presidente del Pd)......se si volesse andare avanti si farebbe notte Dopo tutto sto ripulirsi qualche cambiale andava pure pagata!!! 2月25日 Sanremo 2 0 0 8Sono 58 anni che questa comunque originale manifestazione canora ci “allieta” le sere umide di fine inverno dalla Città dei Fiori. Sono almeno una 40ina che ci si lamenta della infima qualità dei brani, della deficitaria e poco realistica rappresentazione della produzione musicale italiana, della ripetitività dei testi, della mancanza di coraggio-creatività degli interpreti, degli autori, dei produttori, dei direttori artistici e i responsabili delle selezioni. Sono anni che si dice cha la musica italiana è nascosta nelle cantine delle città, nei piccoli locali, nelle piccola etichette indipendenti. Sono anni che ci si lamenta della scarsità delle vendite, dell’esigua presenza in classifica dei brani sanremesi, dell’ardua lotta contro il download pirata. Ogni volta che il giornalista-musicologo-autorevole di turno approccia uno dei suddetti argomenti, lo fa con la certezza rassicurante di non essere smentito da nessuno, di avere ragione… ma è quella ragione dei fessi, che non porta a nulla, che non propone, non indaga, non cerca obiettività, critiche e alternative, ma fotografa una situazione e si sterilizza davanti a fatti e dati enunciati con la saccenza del nuovo prezzemolino televisivo-giornalistico… e questo stile si spande, come una epidemia… tutti concordi, tutti rattristati e acidi a cantare il de profundis alla musica “per come la conosciamo”: è l’unico caso in cui la sterilità è… ereditaria! Si attacca il festival, dunque, si denigra, si sfotte chi ci va, si da per scontato che vi si ascolteranno le 30 canzoni più brutte dell’anno, si ridacchia… Lo Si GUARDA!… E poi tutto si acquieta fino all’anno dopo. Io penso… - Il Festival come idea, come manifestazione accentrante interessi sociali, di costume, di consumo e artistici verso la musica è insostituibile, migliorabile infinitamente, utilissimo e prezioso. Ma si dovrebbe farlo progredire lentamente, ma inesorabilmente, verso un crogiuolo di idee musicali, di contaminazioni, di ricerca di nuove strade espressive, come di tradizioni vere della musica italiana, e non più una vetrina di “giri di Do” modello “ricchieppoveripausinitozzi”. Dovremmo poi riacquisire quel minimo di quell’obiettività che come ci fa relegare in fondo alla graduatoria qualitativa gran parte di quelle composizioni ripetitive, scopiazzate, scimmiottanti maldestramente modelli anglosassoni o mode passeggere, che sovente risuonano dal palco dell’Ariston, così ci dovrebbe far sorridere un po’ più ironici all’esaltazione di una mediocre Pausini fondamentalmente appoggiata da più di un decennio a canzonette con i medesimi difetti, che vince per motivi meramente pubblicitari e marchettari premi come “miglior album latino” con lavori pop senza nessuna caratteristica caraibica, argentina, spagnoleggiante, ma nemmeno spruzzata di saltarello o taranta!!! Felici per la sua pianificazione di marketing, ma la musica è un’altra cosa!!! E se invece va bene la Pausini, vanno bene Neck, Tozzi, Tatangelo, D’Alessio ecc… Allora Sanremo è da sempre la vetrina della più bella musica italiana e tutte le chiacchiere, le frecciate dei Fegiz-De Luca-Salvatori di turno sono fuori luogo e fasulle!!! …E invece… - Forse è vero che molta parte della genuina produzione musicale italiana è celata dietro rugginose porte rumorose ed instabili di sottoscala di città di provincia, ma sappiamo benissimo quanto quello stesso suono, la crescita artistica dei musicisti, l’affinamento di un prodotto, per essere POP e di successo, come nelle intenzioni del 90% della suddetta produzione, abbia bisogno di influenze esterne, di direzione artistica, di arrangiamenti e di cultura musicale a 360°, tutte cose che spesso mancano proprio ai giovani e volenterosi musicisti. Quindi tornare a cercare talenti veri, guidarli e spendere tempo e conoscenze per farli crescere, ma i giovani dovrebbero manifestare più umiltà e curiosità verso la storia della musica e verso le varie tendenze del futuro: come si può tentare di imitare Lenny Kravitz se non si conosce Steve Wonder, Marvin Gay, Curtis Mayfield, Little Feats… ecc… - La pirateria è un problema… ma ai miei tempi le cassette andavano via come il pane: uno comprava l’album e poi ce lo registravamo in 200!!! Ma poi, se ci piaceva davvero… NOI VOLEVAMO POSSEDERLO!!! E andavamo a comprarcelo… originale! Ma "IL PROBLEMA" è che ora si è del tutto perso il valore del possesso di un’opera artistica, unito alla sensazione che “sei uno sfigato se lo compri” e “sei un figo se lo rubi”. Soprattutto nella musica perché va nell’aria, si diffonde con facilità e più sviliamo la qualità di ciò che suoniamo, più val bene avere 15000 brani in mp3 nelle cuffie senza neanche aver voglia di sapere chi cavolo sia a cantare… ecc… - Il Festival non fa vendere, dicono, ma nello stagnante stato di creatività strategica delle produzioni e delle Majors, resta una vetrina irrinunciabile per raggiungere in un sol colpo svariati milioni di contatti evidentemente interessati al prodotto… Soprattutto è l’unica vetrina italiana! …Quindi… Torniamo a dare importanza alla musica nelle scuole: in America ogni istituto ha un’orchestra fatta da studenti, ha un teatro… In Italia, “la culla della civiltà” ci trasciniamo 2 ore di musica a settimana soltanto nel triennio delle medie con l’obbligo della sufficienza politica a fine anno. Torniamo a suonare di più: in Italia non solo siamo il popolo che legge di meno, ma anche quello che suona di meno. Intendo gli amatori, gli hobbisti, i dilettanti che non aspirano a farsi insultare dalla De Filippi o a perire di “Lobotomia da Contagio Aerobico” sognando di diventare i nuovi Rolling Stones… ma che suonano per il piacere di farlo. Beh se tutti avessero idea di cosa si prova a suonare, a produrre suoni e armonie, ritmi ed energia, saremmo molto più selettivi ed esigenti verso i nostri artisti professionisti, ma anche molto più rispettosi dell’opera musicale! Altro errore è stato quello di decadere sempre più verso il Pop per adolescenti… e oggi è praticamente l’unica musica che si ascolta per radio. Una volta sulla stessa emittente potevi sentire Jethro Tull, Fabio Concato, Ramazzotti e Pino Daniele, oggi Rhianna e poi una serie infinita di imitazioni, fino alla prossima icona da imitare. Risultato: piattezza della musica, mancanza di paragoni per i giovani ascoltatori, poca curiosità, poca varietà e allontanamento inesorabile degli ascoltatori di fasce di età maggiori, quelli che oltretutto avrebbero più soldi da spendere in Cd e Concerti. Allora si torni a rischiare un po’ di novità, a scovare talenti, a spingere musicisti e produttori verso lo studio e la ricerca continua, verso il miglioramento tecnico, interpretativo, produttivo, della confezione e dell’impatto live e… ci scommetto… torneremo a desiderare di possedere il Cd originale, a scaricare le note di copertina insieme al file mp3, per capire e conoscere più da vicino la magia di quei su 2月24日 che vergogna
2月23日 sogno!san leucio, ore 12.07 di mattina ma in fondo cos'è la realtà? è semplicemente un sogno da cui ci si sveglia dopo. Il sogno comune (inteso ad occhi chiusi) termina quando si riaprono le palpebre e la fase cosciente riprende il sopravvento...ma la vita in fondo non viene sospesa o termina quando si chiudono gli occhi? Più avanti trattero anche qualche ragionamento sulla digressione ispirata a Matrix in cui tutto è riassumibile a segnali elettrici e in cui è impossibile distinguere tra vera realtà e realtà imposta. Ma ora per brevità di tempi, porgo a tutti i timorosi del sognar ad occhi aperti una domanda banale: un vero bacio è sogno o è realtà? o forse è la perfetta unione tra tutto quello che è reale e tutto quello che si può sognare? già.. vi chiederete che diamine di colazione faccia per avere questi onirici pensieri mattutini...banalmente un bicchiere di succo di pompelmo, un cappuccino e due saccottini al cioccolato...sono a dieta:-) da domani invece colazione parigina.. perchè viaggio...e sogno...e vivo io 2月21日 Basta Moniti, Avvisi e Procedure di Infrazione. Invadeteci per FavoreForse non si è capito, ma qui dei moniti e delle procedure di infrazione non se ne fotte nessuno. Basta cazziatelle. Bisogna passare alle maniere forti. Noi non possiamo fare più molto. I signori politici italiani si sono fatti una legge elettorale ad hoc che non ci consente di cacciarli via. Dicono che ora “la parola deve passare al popolo“. Ma che parola? Al massimo possiamo mettere una croce su un simbolo dopo che loro hanno già deciso tutto nelle segreterie di partito. Mettere una croce non è parola, è analfabetismo. Per questo, gentilissimo José Manuel Durão Barroso, ci faccia la santissima cortesia di formare un bell’esercito europeo e di venire a liberarci. Il destino della classe politica italiana, dal senato alle comunità montane, passando per regioni province e comuni, lo lasceremo decidere a voi. Basta che ve li portiate via. Poi ci arrangiamo noi. Per aiutarla nel compito di diffondere il messaggio abbiamo redatto un appello in diverse lingue. E’ venuto un po’ così così perché abbiamo dovuto fidarci del traduttore di google. A differenza dei mangia mortadella e dei bevitori di champagne, non disponiamo di laute prebende, segretarie multilingue e macchine blindate. Ci siamo dovuti arrangiare. Venite e prendeteveli tutti.
2月18日 Percezione e obiettivitàIeri sera tornavo a casa e c'erano -2, il che non sarebbe una temperatura impossibile se non ci fosse stato quel venticello costante e ficcante che rende inutile la macrosciarpa e che ti si infila tra i capelli per intirizzirti il cranio e generarti un mal di testa sul lato sinistro del cranio che ti fa pensare "Oddio, non è che ho qualcosa di grave?", prima di ragionarci e capire che no, è solo il freddo e il fatto che ti ostini a non metterti il cappello di lana perché hai imparato a usare il gel. In giro, però, quando guardi la gente che cammina e che è allegra perché almeno di domenica son tutti allegri, noti che ci sono ragazze con maglioncini di lana sottili sottili, un foulard attorno al collo e il petto sostanzialmente nudo, vedi ragazzetti in felpa + cappuccio, vedi gente con giacconi pesanti, vedi uomini in giacca di velluto, vedi signore con spolverini e - se guardi bene - vedi anche uno con una giacca a vento pesantissima, una sciarpa immensa ma senza cappello di lana perché - evidentemente - deve avere appena imparato a mettersi il gel. Allora ti viene da pensare che la percezione del caldo e del freddo è la meno obiettiva delle percezioni, meno del senso del bello e del brutto, meno dello stato di cottura della pasta, meno del salato o dell'insipido. Potete provare, metereologi, fisici o quant'altro, a inventare termometri e scale di calore, potete inventarvi, meteorologi, fisici o quant'altro, il concetto di temperatura percepita. Però quando vedi gente mezza nuda e gente assai vestita e la temperatura è la stessa e tutti sono a loro agio, beh, tanto vale arrendervi. Storie di ordinaria follia.....Arrivo trafelato al Bancomat, sarà capitato a tutti, devi prelevare, magari un po’ stressato dalla giornata non propriamente edificante e poi che succede…. I Pooh. Infilo il bancomat nell’apposita feritoia, entro nel locale e sono investito dalle note di una canzone dei Pooh. Lo confesso subito, non mi piace la loro musica e questo è indubbiamente un'aggravante, così, asperso tra la loro melodia caramellosa, che vorrebbe forse farti innamorare del bancomat, ricordare il codice e seguire le procedure diventa una fatica inenarrabile. Oltretutto il volume della musica è alto…. che cosa posso ancora dire se non domandare il perché di tutto questo? L’istituto dovrà anche pagare la Siae, quindi è facile pensare che con il mio conto contribuisco a pagare i diritti di una musica come nel caso dei Pooh non mi piace. Finita la canzone c’è la pubblicità della banca, poi un altro brano, questa volta è il turno di Ramazotti, per fortuna sto per uscire… Una cosa è certa, i diritti dei consumatori non li paga la Siae. 2月12日 Oggettivo e soggettivoOggettivo e soggettivo. Iniziamo a parlare di questi due concetti da un punto di vista filosofico, poi vedremo quali applicazioni essi hanno nella vostra vita. Cercando di categorizzare le realtà, qualcuno ha coniato i concetti di oggettivo e soggettivo. Oggettivo si riferisce ad una realtà che si trova la di fuori della vostra mente, mentre soggettivo si riferisce alla realtà interiore alla vostra mente. Per esempio, una sedia nel mezzo della stanza si trova al di fuori della vostra mente, vero? Così, è una realtà oggettiva. Il pensiero "bellissima sedia" si trova all'interno della vostra mente. È una realtà soggettiva. Fino adesso nessun problema. Oggettivo e soggettivo sembrano essere categorie piuttosto logiche, fino a quando non iniziano ad intersecarsi. Per esempio, immaginate che anche tutti gli altri trovino che la sedia nel mezzo della stanza sia bellissima. La sedia viene portata in un museo ed ammirata da migliaia di critici d'arte che vengono a vedere la sedia "bellissima". La realtà soggettiva di "bellissima sedia", attraverso il consenso, inizia ad acquisire le caratteristiche di realtà oggettiva. La bellissima sedia è al di fuori della VOSTRA mente. Notate che il flusso di creazione, molto appropriatamente, va dal soggettivo all'oggettivo. Se ci pensate, vi renderete conto che è un'ulteriore argomento a favore dell'assioma "la convinzione precede l'esperienza". Scendiamo ad un livello ancora più fondamentale. C'è "qualcosa" nel mezzo della stanza. Quella è la realtà oggettiva al di fuori della vostra mente. Decidete di chiamare sedia quella cosa nel mezzo della stanza. Il pensiero "Etichetterò quella cosa sedia" è nella vostra mente, ed è una realtà soggettiva. Un'altra persona potrebbe etichettarla diversamente nella propria realtà soggettiva. "Oh, quella cosa, è un accomodo". Fino a che vi è disaccordo a proposito di come etichettare la cosa nel mezzo della stanza, la sua etichetta rimane soggettiva. Vi è un gruppo che chiama la cosa un "accomodo", e vi è un gruppo che chiama la cosa una "sedia". Eccoci arrivati alla domanda più pericolosa che una persona possa mai porre, "Chi ha ragione?". La giustezza è soggettiva, vero? Nel campo dell'accomodo "accomodo" è giusto. Nel campo della sedia "sedia" è giusto. Ma supponiamo che non si tratti di "qualcosa" nel mezzo della stanza, ma invece si stia discutendo delle vostre convinzioni religiose. Vi piacerebbe se qualcuno vi facesse notare che le vostre convinzioni religiose sono soggettive? Superstizioni. Oh-oh, questo a cosa ci porta? La gente tende a difendere le proprie opinioni soggettive. Così, bene, nella maniera tradizionale umana, il campo della sedia attacca il campo dell'accomodo e ammazza tutti. È una guerra religiosa. Nel momento in cui l'ultimo accomodante tira il suo ultimo respiro, l'etichetta per quella cosa nel mezzo della stanza diviene per consenso unanime, oggettivamente, una sedia. Vi è chiaro? Forse questo getta un po' di luce sulle crociate? Forse getta un po' di luce anche sulla spinta di fare proselitismo per una particolare convinzione religiosa? Certamente. La fede, sfortunatamente, è più spesso una questione di rimuovere i dubbi (o coloro che dubitano) invece che di focalizzare l'attenzione su ciò che si crede. Rimuovere i dubbi è il primo sforzo che bisogna intraprendere per oggettivizzare la propria convinzione soggettiva. Ora, se volete andare a un livello ancora più fondamentale che quello di linguaggio ed etichette, vi troverete a gestire percezioni ed impressioni - sensazioni. Fate attenzione, perché in questo discorso stiamo per andare al di là della speculazione mentale. Guardatevi in giro e semplicemente tirate via le etichette di parole da qualunque cosa vediate. Tirate via le etichette di parole da ogni cosa. Questo è il reame delle semplici forme. Alcune persone lo considerano l'oggettività ultima. Ma notate che ho detto "considerano". Considerare è un processo soggettivo. Così avete ancora un pezzettino di soggettivo in questo reame di semplici forme. Siete voi, naturalmente. C'è "io" e ci sono forme. mi piaceva e l'ho pibblicato!!!! Ma voi siete soggettivi? L' "io" è soggettivo? Volete andare ancora un passo oltre? Tirate via tutte le etichette di parole dalla cosa che sta guardandosi attorno. Semplicemente mollate tutte le considerazioni o definizioni che avete per il vostro sé-cosa. Adesso siete al di là del gruppo di realtà che possono essere categorizzate con i soliti concetti di soggettivo e oggettivo. Vi è una consapevolezza delle forme. Si può andare oltre? Cessate di separare le forme una dall'altra. Siate consapevoli di ogni cosa, connessa dallo spazio in un unico insieme contiguo - potenziale che attende di essere definito. Libertà dall'impulso. Oggettivo e soggettivo si evolvono in due funzioni della coscienza: esperienza e convinzione. L'illusione che nasce con oggettivo e soggettivo è che la consapevolezza sia dentro la mente e qualcos'altro sia al di fuori della mente. Quel qualcosa al di fuori della mente - la realtà oggettiva - sembra essere indipendente da voi. Ma siete stati voi a renderla indipendente. Il passo successivo in questa grande illusione è di concludere che la struttura di questa consapevolezza - la vostra coscienza - sia il risultato di questa "realtà oggettiva indipendente". (La realtà oggettiva indipendente che voi avete creato soggettivamente). Allora qual è il risultato? Vi immaginate di essere coscienza che si sviluppa da questa "realtà oggettiva indipendente" e si evolve parallelamente alla struttura fisica. Addio spirito. Il giorno in cui ci credete, siete in trappola. Vi immaginate che il flusso della creazione proceda al contrario. Che fluisca in voi. La trappola cerca di convincervi che le vostre convinzioni (soggettivo) siano un risultato causa-ed-effetto della vostra esperienza della realtà (oggettivo). Iniziate a cercare le cause della vostra convinzione (e delle esperienze che sta attirando) nel mondo. Nella realtà oggettiva. Così inizia la psicoterapia che rivanga nel passato. Si diviene religiosi cercando peccati e cose soppresse. Le persone iniziano a cercare vite precedenti, esperienze prenatali e abusi genitoriali. Cosa si sacrifica facendo così? Il potere della vostra decisione. Sono felice di dirvi che non è il mondo, né il passato e neanche i vostri genitori che sono responsabili per il modo in cui sperimentate la realtà. La vostra coscienza soggettiva viene strutturata dai vostri accordi e dalle vostre decisioni. 2月9日 3° stadio: Qual è il prefisso della mia vita adulta?Che cazzo è successo qui dentro? Lo sai che hai esagerato quando “fotografo le persone che uccido seguendo le voci nella mia testa e conservo i loro corpi tagliati in garage” suona meglio di “le ho messe così perchè penso che diano un tono all’ambiente”. Ma purtroppo è questa la realtà. Lo stadio evolutivo finale delle 20enni-italiane-da-appartamento è del tutto indistinguibile dai serial killer di CSI. Ed almeno, questi ultimi, hanno il buon gusto di non incollare una riproduzione a 2x la grandezza naturale di Taz-man, il diavolo della Tasmania. Chi è che, in una situazione di intimità, vuole essere osservato dal quel coso? “Oh si Taz, adesso la giro, le incrocio le gambe, e ti faccio vedere! SWZIIIIIIIIIIIIIIIIIINZ” Cioè, perchè invitarmi nella tua stanza? Vai a prendere uno spuntone, puntamelo nell’uretra, e martellamelo fino a dentro l’intestino, perchè tanto sarà quanto diventerà eretto stasera. Ma non vorrei essere troppo duro e generalizzare ingiustamente. Ho letto di recente un articolo su una rivista il quale diceva che le ragazze italiane sono quelle che più fanno per mantenere la coppia duratura ed in buona salute. Devo ammettere che è vero, ho sempre trovato che il maggior ostacolo ad una relazione stabile fossero le mie ragazze. 2° stadio: Incredulità. Mestizia. Rassegnazione.Questo è quello che succede quando vincono gli snob rompipalle anti-Ikea e pro-“Mobilificio F.lli Molfetta”. Per quanto possano essere qualunquisticamente bistrattati I mobili dell’ikea, nella loro apatica mediocrità, hanno una loro essenza funzionale che passa inosservata. Sono non-brutti al punto giusto che la loro presenza viene assorbita dalle pareti e non ti accorgi che sono lì. “Sei felice di vedermi o è un mobile dell’ikea?” E’ un mobile dell’Ikea, il più delle volte. Qui invece sembra che le pareti stiano piangendo. Poggiaci una mano sopra e sentile singhiozzare. Fallo. Cosa, nulla? Non senti niente perchè l’hai infilata in un campo di concentramento di peluche e non riesci a penetrarlo per toccare la parete. Mi chiedo, ma se uno tenta di fare del sesso e poi la mensola sopra crolla e schiatta possiamo parlare di piaga delle “Morti Sofficiose” ? Molto utile comunque il computer sempre acceso e collegato ad internet per ricevere 24 ore su 24 i messaggi di sostegno dei prigionieri di Abu Ghraib che fanno il tifo perchè tu fugga. 1° stadio: Che hai mica visto la mia dignità?Fate attenzione, questo è lo stadio più leggero e già si può intuire come le cose peggiorino velocemente. La camera in questione non appartiene ad una ragazza delle medie, e quella a destra non è la sua cartella per la scuola. E’ di una tizia di 24 anni che si è trasferita per l’università. Esatto, questa sfata immediatamente il mito “beh, vivo ancora coi genitori, checipossofaremicaècolpamia”. No, si può notare distintamente come il cervello della 20enne italiana, anche lontano dall’accogliente e restrittivo nido familiare, ricrea minuziosamente – e con strabiliante successo – le condizioni inscopabili della sua vita di casa. Le foto spruzzate a stento sulle pareti. Il fiore per terra. Una Cappella Sistina di Winnie the Pooh come copriletto. E’ tutto perfettamente ricostruito. Ed il pupazzo. Lo so che piazzando quei dannati peluche di 8 kg sopra il letto pensate di essere carine ciccine pucci pucci dolci dolci, ma in realtà - per chiunque entri con intenzioni bellicose - fa l’effetto “zio paterno con una eccessiva affettuosità verso la nipote di 9 anni”. E nessuno vuole essere quello zio. E poi la scrivania da scolaretta appena accennata a sinistra (per la privacy ho dovuto tagliare la foto per non diffondere l'immagine della proprietaria della camera). Per quale motivo uno dopo i 14 anni dovrebbe infilarsi dentro quelle cose? Appena le vedo mi viene voglia di rovesciarle e di aspettare a braccia conserte che prendano spontaneamente fuoco come nei Simpson. Perchè sforzarsi tanto a comprare tutte ‘ste cose dopo che ti trasferisci in una nuova città? Stendi una moquette di poster di wrestling, appendi un cartello fuori dalla porta con su scritto “E’ severamente vietato considerarmi una persona matura con cui iniziare una relazione” e avrai lo stesso effetto sui ragazzi. Le ragazze italiane sono malateC’è una battaglia che la destra populista sta combattendo da qualche tempo, quella sulla cosiddetta "casta gay”. Innumerevoli articoli sono stati scritti sui vari benefici acquisiti dalla comunità omosessuale – benefici che tutti noi possiamo constatare fingendoci gay nel bar sport sotto casa – nel mondo del lavoro od in quello politico-legislativo. Ma ho notato come non sia stato ancora criminosamente portato alla luce il privilegio più ingiusto goduto dagli invertiti nei confronti di noi normali: quello di non dover essere costretti a far sesso nelle stanze da letto delle ragazze 20enni italiane. Esiste infatti un beneficio maggiore del non dover subire il trauma psicologico che ogni persona che è stata eterosessuale almeno una volta nella vita ha dovuto affrontare? I numeri non mentono: da una rapida indagine fra amici e conoscenti circa il 100%, o 10 uomini italiani su 10, ha almeno una volta nella sua vita copulato circondato da pupazzi oversize e foto di bimbe di 3 anni in braccio al proprio padre a Gardaland. Scandaloso. Sono numeri particolarmente impressionanti se si confrontano con quelli degli altri paesi europei, dove questa tradizione di ragazze che hanno superato i 20 anni da diverse primavere – ma che si ostinano a vivere dentro una disgustosa bolla pre-adolescenziale – è pressoché inesistente. Perchè tutto questo? Perchè questo assurdo attaccamento alla proprio infanzia che sarebbe ormai giunta l’ora di lasciar scivolare via? Difficile spiegarlo. E’ noto come le ragazze italiane siano fondamentalmente represse per 364 giorni all’anno, “scatenandosi” solo durante le uscite serali per la festa della donna l’8 marzo. Questo poichè le ragazze italiane, così come i fascisti di Forza Nuova, attaccano solo in gruppi maggiori di 4 persone, rimanendo innocue se prese singolarmente. Così vivere da sole le fa regredire ad uno stadio infantile. Ma come fare a capire se si è rimasti vittime di una camera da letto da ragazza italiana? Ho preparato un breve elenco per conoscere i sintomi più comuni.
Il tutto, visto complessivamente, diventa uno sforzo perfetto all’unisono dedicato a generare l’ambiente più inscopabile che un uomo su questo pianeta possa incontrare. Basta osservare le recenti statistiche pubblicate dal Financial Times ed il NY Times a proposito del numero negativo di nascite nel nostro paese - numero che porterà alla nostra estinzione entro 40 anni - per vedere quanto è grave questa situazione. Molti, ricordandosi della sconfitta subita dalle truppe napoleoniche durante l’inverno russo, desistono completamente scegliendo di non avanzare nel territorio ostile delle camere da letto delle 20enni-da-appartamento. Possiamo far loro una colpa di questo? No, nessuno dovrebbe essere costretto ad entrare in una sigla di solletico del 1997. Ci sono delle leggi specifiche di Ginevra su tutto ciò. Sono stati firmati dei trattati. Per tentare di comprendere meglio questa assurda situazione è giusto analizzare come concretamente si presenta questo fenomeno nelle nostre città. Proporrò nei prossimi post i 3 diversi stadi che ho incontrato nella mia vita di questo cancro, altresì conosciuto anche come “gusto nell’arredare delle 20enni italiane” . 2月7日 Gnomi, sempre e soltanto gnomiFassino,
D'Alema e Veltroni sono riusciti a distruggere definitivamente quel che
rimaneva di un grande partito laico e di sinistra, erede del più grande
partito comunista democratico d'occidente. Avevano già danneggiato
gravemente il P.d.s. di Occhetto, ma il tronco della quercia era
rimasto abbastanza solido e forte ... bastava sarchiare le radici e
potare alcuni rami... bastava poco e si sarebbe potuto ristrutturare e
rilanciare il partito. E allora lo hanno abbattuto, lo hanno finito e
sparso sale sulle quelle radici.
Gli stessi gnomi incoscienti, hanno avuto la presunzione di poterne fare un altro, più forte del vecchio e più adatto ai tempi... peccato che lo abbiano voluto realizzare con i democristiani: quelli storici come De Mita e Marini, quelli convertiti come Rutelli e quelli esponenti dell'Opus Dei, con tanto di cilicio, come la Binetti. Tra i più accaniti fautori del P.D. poi, si ricorda Parisi, capace soltanto di indire referendum masochisti e minacciare scissioni... si ricorda Bordon, che al momento della fondazione, resosi conto di non avere un posto comodo e assicurato, se n'è andato, cambiando per la settima volta partito, anzi: costruendone un altro col suo amico Manzione. Veltroni è riuscito infine, a pochi mesi dalla sua elezione a segretario, ad affossare quel che resisteva dell'Unione, dichiarando che il P.D. è forte e andrà da solo alle prossime elezioni : e se non si vince, muoia Sansone con tutti i filistei. Difatti il governo di Prodi è morto pochi giorni dopo. E gli gnomi hanno voluto caparbiamente e violentemente il partito politico più transgenico di tutto il panorama europeo e il matrimonio politico più sfigato, dopo quello tra Psi e Psdi, oppure quello tra Fini e Segni, altri due geni della politica. Ora andiamo a raccogliere i cocci: la Sinistra non ha più una casa, vera e robusta, non ha più un Partito, unito e organizzato, ma sopratutto non ha più il suo Popolo, coraggioso e orgoglioso, determinato a credere ancora nel sogno della Giustizia, della Libertà, del Socialismo. Ora quel popolo, quella gente, tanti di quei compagni, sono avviliti, confusi e sinceramente incazzati... sciolti in mille rivoli, associazioni, partitini e movimenti. Si è strappato e sfilacciato tutto quel tessuto di solidarietà, condivisione e affetto, tra uomini, donne, giovani, operai, studenti, filato e cucito dalle mani esperte di veri leader politici, onesti, capaci e lungimiranti: una lunga storia di grandi dirigenti e grandi uomini, da Gramsci a Berlinguer. Triste e straziante dev'essere per l'ultimo di quei grandi, Pietro Ingrao, risparmiato dal cinico passare delle stagioni, assistere dal vivo al lento saccheggio di tutto il patrimonio Ideale e politico del vecchio P.c.i. , ad opera di apprendisti stregoni, superbi mediocri che mai e poi mai diverranno veri maghi: resteranno sempre e soltanto gnomi. Libero Malavasi |
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