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    5월 31일

    Felicita'

    Come Rendere Felice Una Donna

    Per rendere felice una donna occorre solo essere:
     
    1) Amico
    2) Compagno
    3) Amante
    4) Fratello
    5) Padre
    6) Maestro
    7) Educatore
    8) Cuoco
    9) Carpentiere
    10) Idraulico
    11) Meccanico
    12) Decoratore d'interni
    13) Stilista
    14) Sessuologo
    15) Ginecologo
    17) Ostetrico
    16) Psicologo
    18) Psichiatra
    19) Terapeuta
    20) Audace
    21) Organizzato
    22) Buon padre
    23) Molto pulito
    24) Simpatico
    25) Atletico
    26) Affettuoso
    27) Attento
    28) Cavaliere
    29) Intelligente
    30) Fantasioso
    31) Creativo
    32) Dolce
    33) Forte
    34) Comprensivo
    35) Tollerante
    36) Prudente
    37) Ambizioso
    38) Capace
    39) Coraggioso
    40) Deciso
    41) Affidabile
    42) Rispettoso
    43) Appassionato
    44) Complimentoso
    45) Uno che ama far compere
    46) Uno che non fa problemi
    47) Molto ricco
    48) Non un peso
    49) Uno che non guarda le altre
     
    Allo stesso tempo, deve fare attenzione a:
     
    50) Non essere geloso (ma nemmeno disinteressato)
    51) Andar d'accordo con la sua famiglia (ma non dedicarle più tempo che a lei)
    52) Darle il suo spazio (ma mostrarsi preoccupato per dove va)
     
    Inoltre è molto importante:
     
    53) Non dimenticare le date di: Anniversari (nozze, fidanzamento, primo incontro...), laurea, onomastico, mestruazioni.
    Purtroppo anche osservare perfettamente queste istruzioni non vi dà la garanzia al 100% della sua felicità, perché lei potrebbe sentirsi sommersa da una vita di soffocante perfezione e fuggire con il primo "alcolista, ladro, spacciatore, stupratore" che incontra... Deve essere per questo che Dio (bontà sua...) disse: "Amala!" Ma non disse mai: "Comprendila!!!!!"
     
    COME RENDERE FELICE UN UOMO
     
    1) Dagliela!!!
    5월 27일

    La scomparsa delle classi, le strategie dell'inganno politico

    I mass media si sono dedicati a lungo alle elezioni presidenziali francesi, parlando della "nuova sinistra", rappresentata da Ségolène Royal e della "nuova destra", di Nicolas Sarcozy. Ma cosa si intendesse per "nuova destra" o "nuova sinistra" nessuno lo spiegava, nemmeno alcuni programmi televisivi sull'argomento, che menzionavano questi concetti come fossero assiomi. Non c'era alcun approfondimento su ciò che si diceva, e non si permetteva allo spettatore di capire cosa si stesse effettivamente sostenendo. Evidentemente, questi programmi hanno ospiti ben selezionati, poiché se anche un solo interlocutore avesse chiesto ulteriori approfondimenti, le trasmissioni sarebbero miseramente crollate insieme ai loro assiomi.

    Qual'era la differenza fra Royal e Sarcozy? Chi lo ha capito? Entrambi hanno parlato a tutti i francesi, hanno utilizzato la bandiera, la Marsigliese , l'orgoglio patriottico. Hanno esposto programmi simili, attuando una propaganda elettorale incentrata sulle stesse problematiche: sicurezza, tasse, sviluppo economico, immigrazione e lavoro.
    Perché accade questo? I valori tradizionali della sinistra erano basati sulla distinzione fra le classi, e su una constatazione oggettiva: ossia l'esistenza di classi non dotate di mezzi finanziari ed economici come altre fasce sociali.
    Oggi, in tutti i paesi d'Europa, i politici propagandano di avere a cuore l'interesse di tutti. Sembra che gli interessi di classe non esistano più, anzi, le stesse classi sociali sembrano sparite nel nulla, come se tutti i cittadini avessero improvvisamente acquisito lo stesso status, con le medesime possibilità e gli stessi privilegi.

    Con la presunta scomparsa delle classi, anche le formazioni politiche di sinistra, che prima difendevano i lavoratori, hanno assunto prospettive favorevoli al rafforzamento del potere dell'oligarchia dominante, e attuano politiche non dissimili da quelle dei partiti di destra. La campagna elettorale è diventata come uno spettacolo, e gli schieramenti somigliano più alle tifoserie, e non offrono una reale possibilità di scelta responsabile di ciò che è meglio per la collettività. I personaggi politici sono diventati protagonisti per la loro personalità, e non tanto per la capacità di governare, mentre la fiducia verso le istituzioni crolla sempre più, e in alcuni paesi induce molti cittadini a non votare. I pubblicitari e i "consulenti" più esperti, chiamati spin doctors (dottore del raggiro, manipolatore di opinioni) curano le campagne elettorali, utilizzando conoscenze sociologiche e di psicologia sociale, allo scopo di dirottare l'attenzione e evocare emozioni. Come disse il pubblicitario che si occupò della campagna elettorale di François Mitterrand, Jacques Séguéla: "(c'è stato un) passaggio dalla democrazia rappresentativa alla democrazia consumista". Tutti i governi, di qualsiasi colore, manipolano l'opinione pubblica, spacciando qualsiasi politica come dovuta all'interesse generale. Durante le campagne politiche tutti i partiti dicono di voler difendere gli interessi di tutti. Dopo le elezioni, gli schieramenti fanno il gioco delle parti: chi non è al governo accusa l'altro di alzare le tasse, di precarizzare il lavoro, di fare tagli alla sanità o alla scuola ecc. Così gli elettori si convincono a votare l'altro schieramento, che quando sarà al potere riceverà dall'opposizione le stesse accuse. Il teatrino elettorale nasconde così la verità di un sistema in cui è un ristretto gruppo di banchieri-imprenditori a controllare tutti i settori dell'economia, e si vale dei politici per conservare il potere.  

    Negli ultimi decenni, c'è stata l'eliminazione mediatica degli operai e delle classi sociali che hanno grosse difficoltà a sopravvivere in modo dignitoso. I loro problemi non vengono notificati nei telegiornali, né i politici offrono soluzioni efficaci ed adeguate a risolverli. Eppure proprio negli ultimi anni la povertà è aumentata significativamente in molti paesi del mondo, e continua ad aumentare. In Italia, la quantità di poveri è passata dal 6,5% della popolazione, del periodo 1980/90, al 12% del 2005; in Germania, dal 5,9% del 2001, la povertà è salita all'11,6% nel 2005; e in Gran Bretagna si è passati dal 12,7% del 1980/90 al 19,5% del 2005.[1]

    Questo vuol dire che non soltanto esistono ancora le classi deboli, ma che ogni anno migliaia di nuove famiglie entrano a far parte delle fasce più povere della popolazione. La propaganda neoliberista aveva garantito che con la globalizzazione tutti avrebbero avuto vantaggi economici, e invece è accaduto l'opposto. In realtà, l'obiettivo era proprio quello di indebolire le classi popolari, e di privarle del sostegno delle istituzioni, in modo tale da indurle ad accettare passivamente la povertà. Il sistema politico si è trasformato in spettacolo proprio perché ha perduto l'originaria funzione di mediazione fra le classi, diventando un organo di controllo dei cittadini e di tutela degli interessi bancari e delle grandi corporation. In questo contesto non è possibile alcuna democrazia, intesa come un sistema in cui il cittadino ha voce in capitolo e può lottare attivamente per i propri interessi. Alcuni studiosi parlano di sistema postdemocratico, che vede i cittadini subordinati allo strapotere delle élite, che li controlla e li passivizza attraverso il potere mediatico.

    Facciamo un po' di chiarezza: per classe si intende un determinato livello economico, lavorativo o di potere e prestigio, e ogni persona appartiene ad un gruppo che esprime un determinato status socio-economico. I soggetti di una classe sociale hanno quindi caratteristiche analoghe di cultura, stile di vita, condizione economica o professionale. 
    Oggi in Europa è più difficile attuare nette distinzioni tra le classi perché le classi medie si sono estese, e all'interno di esse sono sorte diverse categorie in ordine al lavoro o al titolo di studio. Anche i nuovi criteri lavorativi, dovuti all'automazione dei processi di produzione e alla diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, creano nuove distinzioni sociali. I processi di globalizzazione hanno imposto il sistema neocapitalistico al mondo intero, provocando l'impoverimento ulteriore dei paesi poveri e la ridefinizione delle classi nei paesi ricchi. Mentre la classe operaia si è trovata disoccupata oppure costretta a salari sempre più bassi, la classe media si è trovata, oltre che con stipendi non sufficienti a mantenere alta la qualità della vita, in molti casi anche in situazioni lavorative incerte e precarie. In altre parole, la globalizzazione, anziché creare maggiore benessere e il miglioramento della qualità della vita per tutti, com'era stato promesso, ha creato destabilizzazione e nuove povertà.

    Lo Stato sociale, che prima dava un minimo di garanzie per la sopravvivenza dei più deboli, è stato smantellato per permettere alle corporation di privatizzare beni e servizi in tutti i paesi, rimpinguando ancora di più le loro casse. Oggi con la globalizzazione viene attuato un capitalismo sfrenato e senza regole (se non quelle che convengono al gruppo dominante) e le corporation investono in ogni angolo del mondo, utilizzando guerre e disastri naturali per piegare alla loro volontà. Un mercato senza regole e la privatizzazione ad oltranza hanno trasformato il mondo in un luogo di miseria e di corruzione, in cui i valori sbandierati dalle nazioni ricche sono falsi come i programmi festosi e colorati delle televisioni. Le classi più povere, perdendo potere sulle formazioni politiche che in precedenza si professavano a difesa dei loro diritti, non hanno più la possibilità di migliorare la propria situazione che, quindi, è destinata a peggiorare.
    Impoverendo tutti, e creando confusione fra le distinzioni di status, l'élite ha reso fuori moda parlare di classi sociali. La stessa parola "classe" è stata messa al bando, sostenendo che non esistono più classi, così come si propaganda che non esistono più ideologie. La verità è che l'oligarchia dominante ha voluto cancellare le idee e le istanze a favore delle classi svantaggiate, creando confusione nei concetti. Lo scrittore James Petras spiega come è stata creata la confusione:

    "Durante gli anni Ottanta i mass-media occidentali si appropriarono sistematicamente delle idee fondamentali della sinistra, svuotandole dei loro contenuti originali e riempendole con altri. Le manovre dei politici per rafforzare il capitalismo e accrescere le ineguaglianze venivano descritte come "rivoluzionarie" e "riformatrici", mentre coloro che si opponevano a questa visione erano etichettati come "conservatori".

    Questo rovesciamento del senso del linguaggio politico disorientò molte persone, rendendole vulnerabili ai proclami secondo cui i termini "destra" e "sinistra" avevano perso di significato e le ideologie non contavano più nulla. La manipolazione culturale globale va avanti grazie a questa corruzione del senso. Nel Terzo Mondo, la privatizzazione delle aziende pubbliche starebbe "dissolvendo i monopoli". "Riconversione" è l'eufemismo usato per tornare indietro a condizioni lavorative da diciannovesimo secolo, defraudate di ogni conquista sociale. 'Deregulation" indica invece il passaggio del potere dalle mani dello stato sociale nazionale a quelle del sistema bancario internazionale (e) di un'élite di corporation".[2]

    Sostenendo l'assenza di ideologie, si ritiene che anche il discorso sulla lotta di classe debba essere archiviato e bandito dalla storia. La realtà è che il divario fra le classi sta crescendo a dismisura ovunque. Nei paesi poveri la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale hanno imposto "ristrutturazioni" e, concedendo prestiti, hanno reso i paesi dipendenti e obbligati a seguire le loro linee anche se non convenienti ai loro interessi. Questo è accaduto in molti paesi, ad esempio, nel Sudafrica, dopo il 1995, sono iniziati gli investimenti americani che hanno realizzato un vero e proprio saccheggio delle risorse del paese, aumentando ancora di più il già drammatico divario fra ricchi e poveri. La General Electric , in Sudafrica, ha fatto chiudere decine di fabbriche lasciando nella disoccupazione migliaia di persone. Il progresso economico, promesso a Mandela, non era per tutti ma per coloro che già avevano una posizione economica privilegiata. Il cosiddetto "libero scambio" costringe tutta la popolazione a pagare anche i beni di fondamentale necessità, come l'acqua, e le classi povere sprofondano nella miseria fino a morirne. A Dimbaza (Sudafrica) i bambini muoiono per denutrizione mentre a Johannesburg c'è Upper Houghton, uno dei  quartieri più ricchi del mondo, in cui le case lussuosissime sono delle fortezze, e nelle scuole, fra le migliori del mondo, i ragazzi giocano a rugby, mentre i loro coetanei in un'altra parte del paese lavorano molte ore per guadagnare meno di una sterlina al giorno.

    Oggi cinque compagnie della Anglo-American Corporation controllano tre quarti di tutti i capitali della borsa di Johannesburg, un miracolo economico, ma soltanto per chi già era ricco. Per le classi povere il "miracolo" corrisponde a maggiore miseria. Oggi, in Sudafrica, si pone anche il problema dell'assistenza medica e dell'istruzione perché il paese non può più garantire neanche i minimi servizi e il denaro che spendeva in precedenza adesso serve a ripagare gli interessi del debito contratto con le istituzioni finanziarie occidentali. 
    Negli ultimi dieci anni, i ricchi statunitensi sono diventati ancora più ricchi  e si isolano sempre di più vivendo lontani dalla gente comune, che diventa sempre più povera, e deve affrontare molti impedimenti nel migliorare la propria situazione. Talvolta c'è persino il riconoscimento percettivo delle classi, come racconta un turista europeo negli Usa:  "Sono rimasto sconvolto dal constatare come sembri di avere a che fare con due "razze" diverse. L'élite è alta, bella e magra, veste con gusto e cura il proprio aspetto. Tale elite frequenta solo i quartieri migliori delle città importanti e non si trova nel resto del paese. Quanto al resto del paese... il popolo è sciatto, trascurato, e molte persone, anche se ancora giovani, sembrano malate o sono obese".

    Negli Stati Uniti, dalle differenze di classe origina non soltanto una diversa condizione lavorativa e una diversa qualità della vita ma, anche, diverse condizioni di salute e diversi livelli d'istruzione. 
    Molti americani credono ancora al "sogno americano", cioè di potersi arricchire dall'oggi al domani come fosse facile per chiunque l'accesso alla ricchezza. Ma nuovi studi sulla mobilità sostengono che è sempre più difficile passare ad una classe più elevata, mentre diventa più facile accedere a cariche elevate, come diventare giudice della Corte Suprema, se si appartiene all'élite ricca. Di fatto, fa strada quasi esclusivamente chi appartiene a famiglie con redditi alti, molto istruite e con buone conoscenze nel mondo che conta. Anche i candidati presidenti provengono tutti dalle élite ricche, e ricevono per le loro campagne elettorali somme elevatissime dalle banche e dalle grandi corporation.

    Da un sondaggio del New York Times[3] emerge che secondo l'opinione del 40% degli americani esistono oggi più di prima le possibilità di accedere ad una classe più elevata, mentre in realtà è avvenuto il contrario. E' probabile che la percezione errata degli americani dipenda dal voler mantenere vecchie convinzioni nonostante esse non siano più suffragate dai fatti, oppure semplicemente dal credere ai mass media, che non danno l'impressione che qualcosa sia peggiorato, anzi, parlano di progressi economici, che avvengono però, di fatto, soltanto per i più ricchi.

    La fortissima disparità nei redditi fra ricchi e poveri presente negli Usa, pregiudica anche le possibilità di rendimento scolastico dei figli che non possono accedere per gli alti costi alle migliori scuole, che si trovano tutte nei quartieri alti. 
    I sociologi americani, fino a poco tempo fa, distinguevano soprattutto tre classi sociali: la classe alta, la media e la classe bassa o lavoratrice. Oggi ne distinguono decine, caratterizzate dal tipo di lavoro e dallo stile di vita. Alcuni sociologi, in linea con le tendenze del momento, hanno cercato di spazzar via lo stesso concetto di classe mentre altri sociologi, come Michael Hout, si sono opposti all'inganno. Hout ha dichiarato:

    "Trovo questo dibattito sulla 'fine della classe' ingenuo e ironico, perché siamo in un periodo di espansione delle disuguaglianze".[4]

    Il nuovo corso dell'economia, con i cambiamenti tecnologici e i processi di globalizzazione (cioè delocalizzazione delle industrie in posti dove si sfrutta la manodopera a costi e a condizioni semischiavistiche), ha provocato la chiusura di fabbriche e aumentato il reddito dell'1% delle famiglie (quelle già ricche) del 139% nel periodo fra il 1979 e il 2001, mentre quello delle classi povere è salito meno rispetto al livello dell'inflazione, provocando così un peggioramento delle condizioni economiche di milioni di persone. Di fatto gli americani percepiscono che la loro condizione è peggiorata soprattutto a causa del costosissimo sistema sanitario, che lascia senza sicurezza sanitaria ben 50 milioni di cittadini americani. Ma gli americani sembra non vogliano rinunciare al "sogno americano" anche se esso rimarrà soltanto un sogno. Nella realtà di tutti i giorni, la classe sociale rimane un fattore importantissimo per l'intera vita del soggetto e anche per la sua morte. Come dice Ichico Kawachi, docente di epidemiologia sociale all'Harvard School of Public Health:

    "Negli ultimi 20 anni ci sono stati progressi enormi nel soccorso prestato ai pazienti colpiti da attacco cardiaco e nella conoscenza di come si previene un attacco. Ogni volta che si fa strada un'innovazione, le persone agiate sono le più veloci ad adottarla. All'altra estremità della scala sociale, invece, per i poveri si sono accumulati vari svantaggi: la dieta è peggiorata, c'è più stress dovuto al lavoro. La gente, se è povera, ha meno tempo per dedicarsi ad attività che consentono di restare in buona salute".[5]

    Nel 1974, l 'economista Paolo Sylos Labini scrisse un libro dal titolo Saggio sulle classi sociali, in cui propose la seguente distinzione fra le classi:

    "I) Borghesia vera e propria: grandi proprietari di fondi rustici e urbani (rendite); imprenditori e alti dirigenti di società per azioni (profitti e rendite misti che contengono elevate quote di profitto); professionisti autonomi (redditi misti, con caratteri di redditi di monopolio).
    IIa) Piccola borghesia impiegatizia (stipendi).
    IIb) Piccola borghesia relativamente autonoma (redditi misti: coltivatori diretti, artigiani (inclusi i piccoli professionisti), commercianti.
    IIc) Piccola borghesia: categorie particolari (militari religiosi ed altri) (stipendi).
    IIIa) Classe operaia
    IIIb) Sottoproletariato".[6]

    Il libro di Sylos Labini, che offre uno spaccato della società italiana del secolo scorso, venne pubblicato proprio quando in Italia si verificavano scontri e lotte per migliorare la situazione dei lavoratori. Le lotte e le contestazioni degli anni Sessanta e Settanta permisero all'Italia di fare passi avanti nei diritti dei lavoratori, delle donne, e nel diritto allo studio, ma negli ultimi anni, a causa della precarizzazione del lavoro, della svendita dei beni pubblici e della corruzione politica, tutto questo è stato demolito.

    I processi di globalizzazione hanno fatto aumentare il divario fra ricchi e poveri anche nei paesi ricchi, e molte persone appartenenti alle classi medie si sono trovate a non avere più i vantaggi economici di prima. La competizione lavorativa è diventata mondiale, e viene diretta e controllata da chi già detiene una fetta enorme di potere economico. I paesi poveri vengono costretti a produrre di più mentre il prezzo delle loro materie prime viene abbassato, e nei paesi ricchi aumentano la disoccupazione e il lavoro precario. I meccanismi di tassazione, che prima permettevano di aiutare le classi povere garantendo loro istruzione e assistenza sanitaria, oggi vengono smantellati per favorire un maggiore accumulo di capitale alla classe ricca. In Europa, negli ultimi venti anni, sono diminuite le tasse sul capitale e sono aumentate quelle sul lavoro, mentre negli Usa le tasse delle società per azioni sono scese dal 27% al 17% del totale. In molti paesi asiatici e africani le corporation transnazionali trovano concessioni fiscali straordinarie che danneggiano le classi povere. L'idea che le imprese private debbano essere più importanti dell'interesse nazionale ha reso gli Stati più deboli e la difesa delle classi povere sempre meno presente all'interno di essi. La tutela delle classi povere e dei lavoratori è ormai un argomento non più dibattuto, esso ha lasciato il posto ai concetti di "competizione globale" e di neoliberismo mondiale, argomenti spesso falsati per indurre a credere che la globalizzazione sia favorevole anche alle classi povere. Ma ciò non corrisponde a realtà poiché il liberismo mondiale coincide con un potere esercitato da chi è più ricco, contro chi è povero. La realtà futura, se non si riesce a contrastare la tendenza attuale, vede un ulteriore impoverimento delle classi povere a favore dei ricchi, che concentreranno ancora di più le ricchezze nelle loro mani contro i diritti sanciti nell'articolo 25  1° comma dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani:

    "Ognuno ha diritto a un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ognuno ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia e in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà". La smania dei politici di dimostrare di poter rappresentare tutte le classi e difendere i diritti di tutti, manifesta un comportamento di copertura, ossia che è vero l'opposto: il politico oggi non è a servizio dei cittadini, e la politica è soltanto un canale che serve al gruppo egemone per mantenere il controllo politico sulla popolazione. Per capirlo basta osservare come nelle campagne elettorali il cittadino non è affatto il protagonista ma è bersaglio della propaganda. Le classi popolari sono diventate ormai preda di inganni, talvolta grossolani, e di illusioni. I popoli sono indotti alla passivizzazione e coinvolti emotivamente nello spettacolo politico. Uno spettacolo sempre più squallido, che nel mettere in scena personaggi benevoli, paternalistici o che cantano allegri l'inno nazionale, ignora la vera funzione della politica. Nel valorizzare ciò che appare e che suscita emozioni momentanee, si nasconde quello che sarebbe meglio per la società, e ci si guarda bene dal chiedersi se i valori come la solidarietà e il principio di redistribuzione della ricchezza debbano essere, oggi più che mai, alla base di ogni scelta politica che sia degna di essere rispettata.

    Antonella Randazzo

    5월 24일

    palabras

    Devo scrivere solo qualche frase, qualche piccola riflessione... sai quei pensieri che ti passano per la testa e che non sai come scacciare via perchè c'è sempre qualcuno che te li ricorda. E te li fa tornare in mente magari non solo con parole ma anche con dei gesti o movimenti. Mi sento nervoso perchè alla fine c'è sempre una mela marcia che rovina la composizione di frutta sulla tavola. E quando riesci a buttarla via alla fine non si sa come mai, ma ce n'è un 'altra che si rovina. Ma penso che alla fine è meglio guardare tutte le altre mele belle rosse grosse e lucide, perchè sai che sono dolci. Certo a volte capita pure di prendere una mela stupenda, senza nessuna imperfezione... la lavi... e appena le dai un morso... OPLA' la sorpresa... dentro è marrone IMMANGIABILE!!! Quindi in conclusione? Boh non la so trovare...  Forse il punto è che è meglio non mangiare mele???????
    AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

    5월 22일

    E' prestino ma sono stanco....

    E' notte, non così tardi ma è sicuramente più efficace che dir "sera". Già intravedo doveri ed obblighi della mattinata di domani, che dovrebbero spingermi a lasciarmi andare tra le braccia di Orfeo. Invece sono ancora desto, con gli occhi stanchi e la pancia piena ma poco desideroso di dormire!

    Queste poche righe le ho stese in circa 20 minuti, visto e considerato che contemporaneamente mi diletto a scambiar quattro chiacchiere deliranti con delle amiche!E di tempo libero ultimamente me ne sono creato fin troppo...ha superato di gran lunga quello impegnato! Rispetto a mezz'oretta fa le palpebre si sono fatte più pesanti, la capacità di ragionare si è offuscata a favore di quello stato di veglia che preannuncia il sonno vero e proprio!

    Prossimamente spero di iniziare un po’ a studiare, soprattutto spero di trovare la giusta carica, che negli ultimi mesi mi ha un pò abbandonato! Perchè diciamolo chiaramente, in fondo tra cambi di facoltà e imprevisti di percorso questo è il mio 5 anno all'università, a questo punto dovrei già avere quel benedetto rotolo di carta tra le mani, o quanto meno appeso nella parete della mia stanza per ricordarmi di aver ottenuto il coronamento di tanti soldi spesi in tasse universitarie!!! Invece mi ritrovo ancora "nel mezzo del cammin di nostra vita" e la stanchezza, ed anche un pò di amarezza, si fanno strada nel mio animo, di per se poco incline alla costanza! Il "mondo dei grandi" si affaccia sempre più prepotente, spingendo i tempi e non lasciando scampo, ed io anche se non sono molto lontano da potergli dare il benvenuto, non lo intravedo!

    "Fatti non parole", direbbe il più demagocico dei politici... ed io prendendolo alla lettera decido di andare a nanna, così da non alzarmi troppo tardi, da preparare un'accoglienza più calorosa e veloce al mio futuro!

    5월 21일

    Ho imparato

    Ho imparato... che non importa quanto la vita richieda che tu sia serio................ognuno ha bisogno di un amico con cui divertirsi.
    Ho imparato... che appena una persona mi dice, "Mi hai reso felice!", mi rende felice.
    Ho imparato... che la miglior aula del mondo è ai piedi di una persona anziana.
    Ho imparato... che avere un bambino addormentato fra le braccia è una delle cose del mondo che piu rendono sereni.
    Ho imparato... che essere gentili è piu importante dell'aver ragione.
    Ho imparato... che non bisognerebbe mai dire no ad un dono fatto da un bambino.
    Ho imparato... che posso sempre pregare per qualcuno, quando non ho la forza di aiutarlo in qualche altro modo.
    Ho imparato... che talvolta tutto cio di cui uno ha bisogno è una mano da tenere ed un cuore da capire.
    Ho imparato... che semplici passeggiate con mio padre attorno all'isolato nelle notti d'estate quand'ero bambino, sarebbero stati miracoli per me da adulto.
    Ho imparato... che quando sei innamorato, si vede.
    Ho imparato... che la vita è come un rotolo di carta igienica.............. piu ti avvicini alla fine, piu velocemente va via.
    Ho imparato... che dovremmo essere contenti per il fatto che Dio non ci dà tutto quel che gli chiediamo.
    Ho imparato... che i soldi non possono acquistare la classe.
    Ho imparato... che sono i piccoli avvenimenti giornalieri a fare la vita così spettacolare.
    Ho imparato... che sotto il duro guscio di ognuno c'è qualcuno che vuole essere apprezzato e amato.
    Ho imparato... che il Signore non ha fatto tutto ciò in un giorno solo. Cosa mi fa pensare che io potrei?
    Ho imparato... che ignorare i fatti non cambia i fatti.
    Ho imparato... che quando progetti di prenderti la rivincita su qualcuno, stai solo facendo in modo che quella persona continui a ferirti.
    Ho imparato... che l'amore, non il tempo, guarisce tutte le ferite.
    Ho imparato... che per me il modo piu semplice di crescere come persona è circondarmi di gente piu abile di me.
    Ho imparato... che ogni persona che incontri merita d'essere salutata con un sorriso.
    Ho imparato... che non c'é niente di più dolce che dormire coi tuoi bambini e sentire il loro respiro sulle tue guance.
    Ho imparato... che nessuno è perfetto, fino a quando non te ne innamori.
    Ho imparato... che la vita é dura, ma io sono piu duro.
    Ho imparato... che le opportunità non si perdono mai, qualcuno sfrutterà quelle che hai perso tu.
    Ho imparato... che se dai rifugio all'amarezza, la felicità attraccherà da qualche altra parte.
    Ho imparato... che desidererei aver detto una volta in più a mio padre che lo amavo, prima che se ne andasse.
    Ho imparato... che ognuno dovrebbe rendere le proprie parole soffici e tenere, perché domani potrebbe doverle mangiare.
    Ho imparato... che un sorriso è un modo non costoso di valorizzare i tuoi sguardi.
    Ho imparato... che non posso scegliere come sentirmi, ma posso scegliere cosa farci.
    Ho imparato... che quando tuo nipote neonato tiene il tuo mignolo nel suo piccolo pugno, sei agganciato per tutta la vita.
    Ho imparato... che è meglio dare consigli in due sole circostanze : quando sono richiesti e quando c'è pericolo di morte.
    Ho imparato... che meno tempo ci lavoro, più cose mi trovo fatte.
    Ho imparato... che chiunque vuole vivere sulla vetta della montagna, tutta la felicita e la crescita si trovano mentre la si scala.

    Andy Rooney
    5월 19일

    Sogno all'incontrario


    Ho fatto un sogno…un sogno all’incontrario.

    Ho sognato che tutto quello che andava bene andava male, e tutto quello che andava male andava bene…Andava quasi tutto bene!

    E la mia città era piena di verde. Così piena di verde che i semafori per l’imbarazzo rifiutavano il rosso e l’arancione ma all’incrocio non c’erano incidenti perché era un sogno all’incontrario.

    Ai semafori c’erano ancora i  marocchini, la gente si fermava con la macchina, tirava giù il finestrino gli lavava gli occhiali e i marocchini gli davano 1000 / 2000 Euro…’Orca madosca…K

    Ma era un sogno all’incontrario…era un sogno dove l’AIDS si prendeva quando non si faceva l’amore…che quando i figli tornavano a casa troppo presto la sera i genitori dicevano : “Ma sei già qui???RIESCI!!!ti do la mia macchina coi sedili reclinabili!Mi vuoi morire vergine?!?”  -  “Ma papà devo fare i compiti” – “PRIMA TROMBI E POI FAI I COMPITI!”

    Era un sogno dove io volavo… volavo e dall’alto vedevo Milano…e Milano era perfetta!

    In piazza del Duomo c’erano i piccioni che fotografavano i cinesi…e i giapponesi che cagavano in testa ai piccioni!

    Era un sogno perfetto, era un sogno dove tutte le città d’Italia avevano una giunta onesta e perfetta dove c’erano gli assessori che facevano gli assessori, i geometri che facevano i geometri e i ladri che facevano i ladri…  e non c’erano gli assessori che facevano i ladri, i geometri che facevano i ladri e i ladri che non sapevano che caxxo fare perché facevano tutto gli altri.

    Era un sogno perfetto, era un sogno dove in Italia arrivavano i caschi blu afgani per impedire che Sgarbi e la Mussolini si rincontrassero.

    Era un sogno dove a Montecitorio in Parlamento c’erano tre toilette:

    - Una per gli uomini  

    - Una per le donne

    - Una per le teste di caxxo

    Indovinate dove stava la fila…..

    Era un sogno…era un sogno dove l’assunzione prevista per il trattamento di fine rapporto non era volare giù da un’impalcatura, e il calendario del 2006 non era Sophia Loren nuda ma c’erano i precari… tanto loro alla fine del mese sono sempre in mutande quindi andava bene…

    Era un sogno dove il latte era sempre fresco… invece le mucche, l’erba e i campi erano a lunga conservazione

    Un sogno…un sogno così all’incontrario che le droghe pesanti venivano concesse come l’eroina la cocaina e quelle leggere come il fumo e la marija e quelle legali come l’alcool e il prozac erano tutte permesse, così permesse che a nessuno gliene fregava più niente.

    E invece c’era una legge severissima sulla quantità minima di caxxate: se tu le dicevi a casa, al bar, tra amici…era considerato uso personale, se invece andavi in televisione e le spacciavi come verità politiche e economiche: comunità di recupero!...galera e comunità di recupero.

     È un sogno all’incontrario dove c’ era un luna park all’incontrario…immaginatevi un luna park all’incontrario: invece dei tappeti elastici i tappeti rigidi…ahia…Invece della ruota panoramica il quadrato panoramico…invece del tunnel dell’amore il tunnel dell’odio: le coppie entravano…”stronz# "… “puttan# ”…   con l’avvocato allegato nella barchetta.

    Era un sogno dove c’era il trenino in questo luna park…il trenino dell’orrore!...che era un treno delle Ferrovie italiane,uguale…  

    E c’era un sogno all’incontrario dove in questo luna park all’incontrario c’era anche il calcinculo ma che nel sogno all’incontrario diventava… K DIO MIO NOOO…

    Era un sogno dove in questo luna park ad un certo punto chiamavano “Presto,venite!c’è l’uomo più colto, educato,intelligente del mondo!”…andavo anch’io.

    E appariva Calderoli K dicevo “ma com’è possibile?!” Vabè è un sogno all’incontrario…è chiaro!

     
    Era un sogno dove al posto dei manifesti elettorali dei partiti c’era solo un manifesto che diceva:
     “ IL MONDO CAMBIERA’ QUANDO TUTTI NOI TORNEREMO ALL’ALTEZZA DEI NOSTRI SOGNI PERCHè SIAMO FATTI DI QUELLA SOSTANZA E DI QUELLA SOSTANZA TORNEREMO”
     
    …l’importante è che quella sostanza rientri nei limiti della legge…
     

    Paolo Rossi
    5월 15일

    Per un amico speciale

    Le piccole grandi cose della vita.....un amico, ma non uno a caso: il tuo migliore amico, che legge una mail che gli scrivi...una mail nata così, come flusso di coscienza...e ti scrive un messaggio dicendoti che sei unico nella sua vita! grazie...è bello sapere di poter contare su persone come te, che sanno regalare con grande naturalezza un rapporto così bello.
    5월 13일

    Il nostro tempo, e il loro

    Quindi ai tempi nostri, quei principi stessi che la tirannide esercitano, gravemente pure si offendono d’esser nominati tiranni.
    Vittorio Alfieri, Della Tirannide, Cap. Primo, “Cosa sia il tiranno”.

    La nostra civiltà ha abolito il tempo. Lo scorrere, inesorabile, delle lancette dell’orologio: i capelli grigi vengono ingentiliti in “sale e pepe”, le donne sono tutte signore, appena compiono vent’anni. Così non esistono più le vecchie: perché essere vecchi rappresenta l’anticamera della morte. Anche la politica s’adegua e, più un paese rimuove lo scorrere del tempo, più se ne vedono i segni nei discorsi, nel dibattito, addirittura nel dettato legislativo.
    Secondo la riforma Maroni delle pensioni, una persona – a 65 anni – dovrebbe sgambettare sulle impalcature oppure guidare un camion, un treno od un autobus nel traffico cittadino. Dovrebbe celermente apprendere ad usare le nuove tecnologie – ed avere così “l’efficienza” di 20 impiegati – oppure insegnare l’Eneide ad una pletora di telefonino-dipendenti massacrati da anni di pubblicità spappola-cervello.

    Cade dall’impalcatura? Sfonda il parapetto di un viadotto? Si scontrano due treni perché non ha visto un segnale? Rinuncia a spiegare l’Eneide, perché quello sa fare, ma a nessuno frega più niente di Eurialo e Niso? Preme speranzoso sui tasti di un computer, sognando che gli Dei gli siano benigni ed arrivi la schermata desiderata, mentre la gente aspetta, innervosita, in coda?
    Per quelli che crepano si celebrano tante belle “messe cantate”, come quella del Primo Maggio dedicata alle “morti bianche”, per gli altri si rimanda all’ennesimo tormentone sull’inefficienza della pubblica amministrazione, sull’incongruità della nostra scuola, sull’inadeguatezza della nostra Università e sulla pochezza del nostro apparato produttivo.

    Si evoca l’Europa come il castigamatti, ma ci si dimentica che in Francia gli chauffeur dei mezzi pesanti vanno in pensione dopo 25 anni di servizio. Che nel mondo anglosassone si può passare dall’insegnamento al lavoro in una fondazione, che in Germania cantieri edili come i nostri non aprirebbero nemmeno i cancelli.
    Abolire il tempo, significa sovrapporre e confondere le cifre con gli anni: il tempo si misura sì con i numeri, ma è tempo, non sono numeri. Sei miliardi non sono sei anni.
    Eppure, i nostri politici dissertano amabilmente sul tempo come se parlassero di uova o di rotaie: quante ne servono? I tre anni li consuma subito o glieli incarto?
    Fa riflettere ed indigna che una certa sinistra si presti a questo colossale inganno: hanno dimenticato “Il pane e le rose”? Un tempo per il lavoro, uno per il riposo ed un altro per la cultura e il divertimento?

    Gli italiani sono diventati una massa di numeri anonimi, database sui quali eseguire rapidissime estrapolazioni di dati, ed altrettante sentenze legislative. Che, puntualmente, non funzionano o non vengono applicate perché assurde.
    Gli esempi si sprecano: la Moratti fece una riforma della scuola nella quale il cardine era la regionalizzazione dell’istruzione professionale. Peccato che mancasse l’accordo con le Regioni su come attuarla: fa lo stesso, si porta il malloppo da Ciampi, che firma, e poi si butta tutto nel cesso.
    Bersani stese le sue liberalizzazioni evocando la massima “concertazione”, poi esplose in un delirio staliniano: difatti, tutte le liberalizzazioni varate si trascinano appresso interminabili conflitti.

    A ben vedere, queste impostazioni derivano tutte dall’inganno del tempo: il nostro tempo? No, il loro, perché oramai in Italia esistono due distinti orologi: quello della gente comune e quello della classe politica.
    Il Ministro Fioroni ebbe a dire, in una trasmissione televisiva, che non capiva perché “tanti fanno gli amministratori delegati a 65 anni e non si comprende come mai tutti non possano lavorare fino a quell’età”. Chiedetelo al primo muratore che incontrate, chiedetegli se avrebbe difficoltà a fare l’amministratore delegato (che, per come vanno le aziende nel nostro paese, non hanno tante glorie da vantare). Oppure domandate ad un amministratore delegato se farebbe a cambio. O ancora: chiedete a Fioroni perché non torna a fare il medico.

    L’inganno nasce dalla frattura che oramai esiste fra loro e noi: si danno stipendi che rasentano i 20.000 euro mensili, pensioni dopo mezza legislatura d’attività. Come se non bastasse, infarciscono le alte sfere dell’amministrazione, dei mezzi di comunicazione e della finanza con i loro accoliti. Pletore d’arroganti figli e nipoti scaldano sedie che dovrebbero essere importanti non per il nome di chi le occupa, ma per la delicatezza delle mansioni da svolgere. Ecco da dove nasce la frittata dell’inconcludenza, soprattutto nella pubblica amministrazione: poi, danno la colpa al cantoniere od al geometra se le cose vanno storte.

    E’ evidente, allora, che il loro tempo ed il nostro divergono: nel Limbo dorato che si sono costruiti, chiunque può tranquillamente “lavorare” fino ad 80 anni. Tanto, “lavora” quando vuole e come vuole.
    Come se non bastasse, proiettano quel loro modo d’intendere la vita ed il lavoro su di noi, senza comprendere che noi viviamo nel mondo reale – quello dei figli da mantenere, dell’auto da riparare, del mutuo da pagare – e che ci “consumiamo” prima di loro. Non ho mai visto gente “consumarsi” quando ha tutto, è protetta persino dai possibili guai giudiziari (c’è n’è mai uno che va in galera, e ci resta per più di una settimana?) e riceve addirittura gratis la carta igienica. Loro, “consumano” noi.
    Di fronte a queste contestazioni, i nostri “dipendenti” evocano spesso l’Europa: vediamo come vanno le cose in Europa e nel mondo?

    Vladimir Putin è considerato il più scaltro ed abile fra i capi di stato: per governare avrà usato più il bastone che la carota, ma vorrei sapere quanti dei politici nostrani sarebbero stati capaci di “raddrizzare” la Russia di Eltsin. Lui ce l’ha fatta – classe 1953 – e nel 2008, a 55 anni, andrà in pensione. Oppure farà dell’altro, ma il suo compito – ben due presidenze – l’avrà portato a termine.
    Sull’opposta sponda, George Bush potrà non ricevere lo stesso, positivo giudizio dalla storia, ma intorno ai 60 anni se ne andrà anche lui.
    Tony Blair lascerà a breve Downing Street: ha un figlio piccolo e 53 anni.

    Angela Merkel non so con precisione quanti anni ha – è una signora, ed io sono un gentiluomo – però non mi sembra una bacucca. La potremmo immaginare, baldanzosa e vitale, che avanza in mezzo ai tavoli per chiederci: kleines, normales oder großes Bier? Per poi districarsi fra gli avventori con un ventaglio di boccali stretti al petto.
    Abbiamo assistito al dibattito televisivo fra Sarkozy e la Royal : stupendo, elegante, francese. Lui aristocratico mitteleuropeo che difende gli interessi del blocco conservatore, ma è un immigrato. Lei, elegantissima, vera femme française, che regge la bandiera della socialdemocrazia, ma si chiama Royal, Madame Royal, e Madame Royal – in Francia – era la regina. Curiosa dicotomia di un paese che ha ghigliottinato un re e che non sa staccarsi dal vivre monarchico. Eppure, i due candidati – entrambi non ancora sessantenni – gareggiavano per la Presidenza della Repubblica, in una nazione che detiene il terzo arsenale nucleare del pianeta.

    Per i PACS o per i DICO stiamo imbastendo infinite polemiche: in Spagna, un conservatore con mai celate attrazioni franchiste, ed un progressista che non nasconde simpatie per un certo socialismo sudamericano, hanno emanato due distinte leggi. Gli spagnoli s’arrabbiano e discutono, ma le leggi ci sono: entrambi “viaggiano” fra i 50 ed i 60 anni, o pressappoco.
    In Europa ci sono Primi Ministri che hanno da poco superato la quarantina, lo stesso Obama – che corre per la presidenza USA – ne è un altro esempio: anche nei paesi dell’Est la solfa è la stessa, come i gemelli Kaczynski in Polonia – che sembrano Cip e Ciop scesi in politica dall’albero del giardino di Paperino – ma che non sono due vegliardi. La stessa cosa nella dilaniata Ucraina…in Irlanda…Finlandia…dove troviamo un paese con una classe politica che – quando deve andare in ospedale per analisi – viene ricoverata in blocco al geriatrico?!?
    Quando ci fu la sotterranea polemica fra Napolitano ed il presidente croato Mesic, per la questione delle foibe, sembrava un litigio fra nonno e nipote! Veniamo allora a noi.

    Il Presidente del Consiglio ha quasi settant’anni e – onestamente, riconosciamolo – ha già comunicato che sarà il suo ultimo mandato, che terminerà quando avrà superato la settantina. Sarà vero? Vedremo.
    Il suo dirimpettaio, invece, la settantina l’ha già superata e medita di prendersi la rivincita quando ne avrà circa 75. Non so se Berlusconi ci crede o lo fa credere, ma la realtà è questa.
    Non parliamo poi della Presidenza della Repubblica: lì, se non viaggi oramai sugli ottanta, sei un pivello.

    Passiamo ai possibili outsider, ai gregari.
    Gianfranco Fini ha pressappoco la stessa età di Putin: magari lo invidia un po’ perché, mentre il russo ha già governato la nazione per due mandati, lui è riuscito a fare soltanto il Ministro degli Esteri per un paio d’anni. Coraggio Gianfranco: dagli sotto e continua, gli esami non finiscono mai, forse verso i 70 anni riuscirai a sederti su una poltrona che “conta”!
    La Lega è avvinghiata alle sorti di un leader storico, ma malato. Gli outsider si dilettano a scrivere leggi elettorali che poi definiscono “porcate”, oppure a salire sui treni per provocare gli immigrati (Borghezio), per poi lamentarsi delle legnate. Meglio stendere un pietoso velo.

    C’è poi  la “galassia” di Forza Italia: lì è difficile intravedere qualcuno che abbia la statura del leader. Berlusconi ha ragione quando afferma di non scorgere successori, però deve ammettere che il vero Erode è stato lui: è sua la colpa se non ha “figli”.
    Sarebbe simpatico essere governati da Bondi, ma ci credo poco. L’uomo ha ben altre potenzialità: con Boldi e De Sica sarebbe perfetto per un “Vacanze di Natale 2011” , è un maestro della gag, un attore consumato. Possibile che il nostro cinema non se ne sia accorto? Non sto scherzando!
    Invece è stato relegato a fare la controfigura di Berlusconi…pelata regolamentare, tono suadente, odio anticomunista…d’altro canto, lui era comunista e il suo capoccia socialista. Se ne intendono.

    Bondi sta a Berlusconi come il giornalista del TG iracheno stava a Saddam: stesso baffo là, stessa pelata qui.
    Altri non ne vedo: un “fegatoso” come Vito? Un epatoprotettore come Adornato? Schifani? Eh no, qui il nome è evocativo… la Bertolini ? Andrà bene per le torte…no, non ci siamo, niente da fare…

    Sul fronte democristiano i leader si sprecano: peccato che governino su un francobollo. Diviso.
    Già, perché il misero cacciatorpediniere dell’UDC è spaccato: a prua gli ex CCD, a poppa gli ex CDU. I primi manovrano la nave, ma i secondi – più legati a Berlusconi – hanno potere sulle macchine, ovvero sui soldi e sulle TV (del Berlusca).
    Le stature politiche variano molto: si va dai figli d’arte, Volonté del fu Gian Maria (ma allora è vero che le grandi famiglie decadono…), ai “ruspanti” da “Festival dell’Amicizia di Parma e Reggio”, come Giovanardi, per finire con gli strenui difensori (divorziati) della famiglia come Casini. Tanti galletti nello stesso pollaio a beccarsi, al punto che Follini – stufo di prendersi beccate da Buttiglione – se n’è andato. Con le penne perdute qualcuno ci farà pur qualcosa, ma da qui ad immaginare che uno di loro diventi un bel gallo livornese, con il becco adunco e i bargigli fiammanti, ce ne passa.

    Varcato il Rubicone  incontriamo subito il bel Mastella da Ceppaloni: qui non ci sbagliamo, perché Clemente un futuro ce l’ha, uno solo. Duca di Ceppaloni: poi basta, fine.
    Più interessante l’analisi dei margherito-diessini-democratici e vattelapesca. E’ già un gran casino osservarli uno per uno, figuriamoci insieme.
    I margheriti hanno un leader, Rutelli, detto “mangiacicoria”. Ha iniziato a poppare con i radicali di Pannella, quando i radicali tuonavano contro la Chiesa , ma di brutto, mica come oggi. Poi – sarà stata la cicoria? – è diventato Verde, al punto di trasformarsi nel sindaco di Roma. Infine, dal Campidoglio è migrato Oltretevere per prendere consigli da Ruini, Wojtila, Ratzinger & soci. Potrebbe essere un ottimo leader per l’Italia, ma ce lo ruberebbero subito i giapponesi: un robottino intercambiabile così, lo acchiapperebbero per metterlo in coppia con Cristina D’Avena. Diventerebbe una sorta di placido Robocop televisivo, e potrebbe così governare i nippo al di sopra dei clan. Tanto, per ogni occasione avrebbe pronta la giusta trasformazione.

    Gli fa eco un tal Fassino, detto il “traghettatore”, ferocemente contrario al Ponte sullo Stretto: se fanno il ponte sono fregato peggio di Caronte, e chi traghetto più?
    Ora gli hanno commissionato un trasporto, dai DS ai “Democratici”: non si sa se riuscirà a portare a termine il contratto, perché le malelingue affermano che durante l’ultimo trasbordo ha smarrito metà del carico.
    Ma l’Italia ama lo sport! Come non ricordare uno sportivo come D’Alema, ritto a prua del suo veliero a mostrare la via agli italiani? Per ora lo hanno parcheggiato al Ministero degli Esteri, e sarà dura trovare un porto che lo accolga senza batterie e mine pronte a colarlo a picco!

    Oltre la Cortina di Ferro ci sono gli irriducibili: duri e puri come il sub-comandan…pardon…il caporalmaggiore Giordano, ed il suo “cravattaro” (ovviamente, per l’ottimo gusto estetico nell’abbigliamento) Bertinottolo, che con Berlusconolo, Fassinolo e Rutellolo fanno già una discreta corte di nani.
    Il problema è trovare Biancaneve: la Bindi ha già rifiutato, la Finocchiaro s’è offesa, la Palermo incazzata, mentre alla Santanché hanno dovuto raccontare prima la favola. Ha riferito che risponderà, a suo tempo, con un gesto. Sappiamo che ne è capace. Luxuria s’era offerto/a, ma sono sorti problemi linguistici: Biancaneve o Biancanevo?
    A Rizzo hanno dovuto spiegare che – se diventava parlamentare europeo – non avrebbe dovuto presentare le credenziali al commissario politico dell’Armata Rossa: ne è rimasto assai stupito e costernato. Pare le abbia consegnate ad un usciere bulgaro, abbracciandolo ed appellandolo “Compagno!”.

    I Verdi non ci sono. Purtroppo, appena approdati al Governo, sono dovuti subito partire per la Germania : corsi d’aggiornamento.
    Stanno imparando la differenza fra il solare termico e quello termodinamico, fra il fotovoltaico e l’eolico. Vanno abbastanza bene: Pecoraro ha una brutta insufficienza in Scienze, ma si dice che ce la farà. Promosso con un debito. Chi pare proprio non farcela è la Francescato : troppe insufficienze e generalizzate. Confonde le Margherite con le biomasse, i Girasoli con i Girotondi. Troppe carenze in molteplici discipline: la rivedremo forse fra un paio d’anni.

    Ci sono poi le mine vaganti: ex socialisti diventati radicali e radicali che si sono trasformati in checazzonesò. Su tutti vola “aquilotto” Di Pietro: trascorre gran tempo fra le Accademie della Crusca e dei Lincei, ma i risultati in Italiano continuano ad essere deludenti. Sembra comunque che abbia imparato a riconoscere distintamente le parole “Forza Italia”, così potrà verificare meglio le precedenti appartenenze politiche di quelli che vanno a chiedergli un posto in lista.
    Mannaggia, Anto’, non era De Gregori (il Francesco), era De Gregorio…il primo canta “Viva l’Italia”, il secondo “Forza Italia”: Anto’, ma come hai fatto…chiedi aiuto a qualcuno se non te la cavi…come facevi, ai tempi di Mani Pulite, a distinguere i nomi nei verbali?  

    Il panorama dei cinquanta-sessantenni italiani è terminato: non prendiamo in considerazione gli ex demoscristi come Rotondi e gli ex galeotti come De Michelis. Contano meno di un paio di sci su un veliero.
    I quarantenni? Per ora scaldano le poltrone di qualche amministrazione comunale o provinciale e, più quarantenni ci sono, più province bisogna creare.
    Quando avranno cinquant’anni approderanno in Parlamento, a sessanta saranno forse ministri, a settanta capataz e ad ottanta uno di loro sarà Presidente. Fine.

    Fin qui per scherzare un po’, ma riflettiamo che, quando dovranno chiudere bottega i capoccioni storici (Berlusconi e Prodi), si scatenerà una resa dei conti niente male. Nessuno dei tanti leader ha la statura per emergere sugli altri: una situazione pericolosa, da Jugoslavia 1990. Se definiamo quella odierna “instabilità” politica, fra qualche anno potremmo finire in un bailamme nemmeno immaginabile. Un direttorio? Non mi stupirei se – a quel punto – la Lega giocasse nuovamente la carta della scissione. Le tante alchimie odierne di fusioni e scissioni sono aria fritta: nessuno accetterà mai d’essere governato da Fini o Casini da una parte, o da Rutelli o D’Alema dall’altra, senza tendergli ogni giorno che passa un trappolone. E nemmeno i progetti di “grande centro” hanno i numeri per farcela. Stanno correndo su un binario morto.

    Come uscire dall’impasse?
    L’unica soluzione sensata sembrerebbe quella d’importare un pensionato dall’estero: Putin potrebbe andar bene, ma anche Aznar, oppure Blair che già viene in vacanza in Toscana. Non so se la casa è sua o è in affitto, ma se fosse di sua proprietà risparmieremmo la pigione.
    Bush non conviene: ha l’abitudine di portarsi appresso una “corte dei miracoli” che già ci “rompe” da decenni.
    Schroeder se lo sono preso subito i russi, e l’hanno messo a costruire il gasdotto del Baltico: potremmo chiedere ai francesi d’inviarci lo sconfitto/a alle presidenziali. Personalmente, augurerei a Sarkozy di vincere, così potremmo ricevere Ségolène Royal: anche l’occhio vuole la sua parte.

    Altre soluzioni non ne vedo, a meno di “promuovere” qualche berluschino pelato già a trent’anni, oppure un piccolo Fassin perduto – stessa età – che in questo momento dirige una sezione secondaria in una Coop. Non faremmo un gran affare: quando una nazione non è in grado di produrre ciò che le abbisogna, piuttosto che regredire è meglio importare ciò che serve!
    Perché questa è la classe politica italiana! Quella che dovrebbe far compiere al paese il gran salto del millennio: passare dalle tecnologie “pesanti” al nuovo mondo del silicio e dell’immateriale. Il pianeta della ricerca “dolce”, che interviene sui bisogni delle persone, e per questa ragione è appetita e richiesta. Dovrebbero altresì raccontarci dove prenderanno in futuro l’energia per far funzionare computer e lavatrici. Ah: per le lavatrici – ricordo – serve anche l’acqua, quella che in Italia sta sparendo. Sono gli uomini che dovrebbero spiegarci come mai – improvvisamente – ci parlano di mutamenti climatici e d’energia dopo che, per anni, se ne sono stra-fregati.

    Se non importeremo dall’estero nomi nuovi, l’alternativa è continuare a vivere nel gran biliardo italiano, dove le palline sono i nostri politici. Corrono, si scontrano, rimbalzano, ma non si fanno mai male: qualcuno, talvolta, finisce in buca. Niente paura: prontamente viene ripescato. E noi, chi siamo?
    Siamo la stecca, che ogni cinque anni li spinge sul gran panno verde.
    Ah, dimenticavo: siamo anche gli omini. Che travolgono senza fermarsi quando sono in corsa.

    Carlo Bertani

    5월 12일

    Per te....e non solo

    A volte ci ritroviamo  a provare un "sentimento" che nn sappiamo se definire affetto o amore, l'unica cosa che si sa' è che ci sentiamo  inconsapevolmente spinti verso una certa persona e nn ci importa di quale sia la strada o il mezzo per giungere ad essa... E' li' e l'unico desiderio è quello di raggiungerla e avvicinarla a noi....
    solo che.... solo che quando sembra che anche l'altro ti stia venendo incontro in qst cammino: TRAC!!!..arriva la "mazzata":-)!!!
    cominciano i soliti discorsi "generici", cominciano a fare la parte dei perplessi e preoccupati, degli insicuri, immaturi, indifesi e li' tu, ovviamente, ti dici: "Cavolo, ma nn eri stato tu da solo a convincerti di intraprendere la mia stessa strada??"
    putroppo, tu lo sai che di persone sbagliate se ne incontrano, persone che ti abbagliano la vista e per quanto si cerchi di essere previdenti, la nostra "bonta'" o nn so forse stupidita', ci fa' sempre sperare che il nuovo arrivato sia diverso (anke se per te ormai è un vecchio acquisto:-)), che la nuova storia si differenzi da quella precedente, ma ecco che l'attimo dopo, dopo che hai fatto un'odissea per convincere te stessa, hai fatto l'ennesima "riunione di condominio" tra mente, cuore e corpo"... TRAC!!! l'ennesima mazzata!!!!
    Di queste mazzate gia' ne abbiamo prese, forse nn ci hanno fortificato abbastanza, nn ci han messo abbastanza in guardia, forse il nostro "sistema immunitario" è ancora troppo debole, ma quello che voglio dirti è che qualsiasi cosa, se a volerla sei tu in prima persona, è degna di essere fatta e vissuta, lascia che poi la trai fuori dai buoni esempi e la accantoni, pero' che vuoi fa'?.. la vuoi rinnegare? e come fai a rinnegare un qualcosa che volevi cn tutto te stesso, senza il minimo dubbio? Basta, è passato!!! prova ad ibernizzare tutto, frasi, parole, momenti e nn pensare a cio' che ti ha detto, nn "arrovellarti" il cervello cn 3 miliardi di "ma, ..se...pero'...perchè...". Ormai abbiamo capito che la psiche umana resta un qualcosa di inispiegabile, forse Mary da futura psicologa ci riuscira' un giorno....ma un giorno...e se cosi' dovesse essere le diremo di darci "una voce" o meglio un'illuminazione...
    beh per farla breve breve...quando andiamo a fare operazione beverage, eh? a quanto pare la vicenda si ripete, che dici troveremo anche lo stesso tavolo? tanto la situazione nn è che cambi tanto: stesse persone, stesso argomento, soliti rebus alias rompicapo...
    Eva pensa a te stessa!!!! tutto il tempo che trascorri a pensare è tempo che sottrai a te stessa!!!fidati!!!
    Ti voglio bene...biondich!!!
    5월 10일

    Il valore del tempo

    Per scoprire il valore di un anno..
                  chiedilo a uno studente che è stato bocciato all'esame finale;
    Per scoprire il valore di un mese..
                  chiedilo a una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto;
    Per scoprire il valore di una settimana..
                  chiedilo all'editore di una rivista settimanale;
    Per scoprire il valore di un'ora..
                  chiedila agli innamorati che stanno aspettando di vedersi;
    Per scoprire il valore di un minuto..
                  chiedilo a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l'aereo;
    Per scoprire il valore di un secondo
                  chiedilo a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente;
    Per scoprire il valore di un millisecondo..
                  chiedilo ad un'atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento.
     
                                      Il tempo non aspetta nessuno...                                  
     Raccogli ogni occasione che ti si presenta, perché ha un grande valore !