More servicesWindows Live
Sign in
 
 
Spaces home  donald.mostacciuolo@hotm...PhotosProfileFriendsBlog Tools Explore the Spaces community

Blog

August 06

PADRONE E SOTTO Lez.2

Spero che la prima lezione sia stata sufficientemente chiara soprattutto perché se per qualcuno non lo è stata l’unica motivazione potrebbe essere addotta a qualche forma di demenza senile ma data l’eta’ media dei visitatori di questo blog bisognerebbe togliere il termine “senile”….

La seconda lezione teorica prevista del corso è forse quella più semplice da capire soprattutto se la si fa seguire da una seduta pratica di laboratorio. Per l’eventuale tirocinio è consigliato sempre il “papero club” aperto dalle 05:30 del mattino fino a notte inoltrata tutti i giorni della settimana, attenti però alla terminologia nelle ordinazioni potrebbe sorgere qualche equivoco… es: “caffè macchiato” non significa come in tutto il resto del mondo caffè con qualche goccia di latte ma nelle usanze del pampero significa caffè con aggiunta di sambuca o vecchia romagna!!!

Dopo la dovuta pubblicità al locale che gentilmente mi ospita molto spesso possiamo tornare al gioco che spero diventi presto disciplina olimpica (se lo è potuto diventare il badminton non riesco a trovare motivazioni valide per cui non lo possa diventare il padrone e sotto).

Eravamo rimasti alla lezione scorsa alla distribuzione delle carte da parte del cartaro es: 7 giocatori---5 carte cadauno. Dopo che tutti hanno visto le proprie carte e dopo qualche attimo di confusione dovuto a sacrosante imprecazioni e bestemmie da parte di coloro che si rendono conto che le loro carte sono pessime,si passa alla conta e si decreta chi ha le carte migliori e chi si è classificato secondo (seguendo il metodo dei punteggi spiegato nella lez.1) che rispettivamente saranno il padrone e il sotto di quella mano.

Prima di proseguire è doveroso un ennesimo inciso su una regola fondamentale: nella versione standard del gioco perché in seguito vedremo che non è sempre così dal numero di partecipanti al gioco dipende anche il numero di mani di carte che si effettuano.

Ritornando al gioco siamo giunti all’individuazione del padrone e del sotto…. non può capitare che ci siano due padroni parimerito e nel caso capiti si ripete la mano e il cartaro è costretto a ridare carte, questo assurdo non capita raramente e si può intuire dalle urla dei partecipanti, dalle imprecazioni del cartaro che deve faticare di nuovo ridando carte, dagli sfottò ai due partecipanti che hanno invalidato la mano dando un’altra possibilità agli altri di vincere la mano e soprattutto, se presente, il risultato di parità di una mano è sottolineato dall’espressione tipica di “’zi Michele”: ”PATTENA”.

E’ stato appena nominato un affezionato giocatore ma per i più curiosi prima della fine del corso vi sarà un compendio che presenterà in modo sistematico i maggiori esponenti di questa disciplina (comunemente chiamati mommi delle carte).

Nel caso in cui dovesse essere uguale il punto che si classifica secondo nella mano cioè dovessero esserci due sotto parimerito è a discrezione di colui che si è classificato padrone scegliere di voler conoscere chi è il proprio sotto, in questo caso però sarà il padrone a dare le carte agli altri tranne a se stesso che evidentemente non potrebbe diventare sotto di se stesso e provvederà a distribuire le carte tutte scoperte.

Ennesima regola fondamentale di questo gioco è far vedere le proprie carte a tutti in modo che tutti controllino la regolarità del gioco ed è assolutamente vietato scartare o nascondere carte per evitare di diventare padrone o sotto per sottrarsi a responsabilità o per favorire altri.

Individuati finalmente il padrone ed il sotto si provvede all’apertura dell’agoniato premio:”BIRRA DREHER” che verrà data al padrone che potrà fare molteplici tipi di giocate semplici o altamente complesse che andremo ad elencare.

-Il padrone può infischiarsene di tutti bevendosi la birra senza che nessuno glielo possa impedire;

-Il padrone può scegliere di omaggiare il proprio sotto della birra, in questo caso è necessario l’accordo del sotto che se non vuole accettare può non accettare dicendo:”Passo” o “Non ne voglio” invalidando la giocata facendo ritornare di nuovo la birra in mano al padrone;

-Il padrone può scegliere di cedere la birra (invitare) ad un qualsiasi altro giocatore, anche in questo caso è necessario il benestare del sotto altrimenti è di nuovo invalidata la giocata;

i tipi di invitate sono molteplici ma fondamentalmente discendono tutte da due principali:

1) invitata legata

2) invitata libera

L’invitata legata (attaccata) può prevedere anche un vincolo: “senza non ne voglio” e capiremo subito cosa significa.

Se il padrone decide di invitare la birra legata ad un altro giocatore il sotto deve rispondere no e ritorna tutto nelle mani del padrone oppure si e la birra passa nelle mani del giocatore invitato. A questo punto il giocatore beneficiario della birra è legittimato a bere oppure può non accettare dicendo “passo” facendo ritornare la birra dal padrone oppure dicendo “non ne voglio” (se nell’invitata legata non era stato specificato il vincolo su citato), in questo caso la birra non torna dal padrone ma passa al sotto dando la possibilità a quest’ultimo di bersela oppure farne passo facendola anche lui tornare dal padrone.

L’invitata libera è completamente diversa dall’invitata attaccata. Se il padrone decide di invitare la birra libera a qualsiasi altro giocatore da il potere al sotto di accettare l’invitata oppure prendersi la birra e bersela oppure passarla ad un altro giocatore ; l'invitata libera non può ricevere un no da parte del sotto. In ogni caso il giocatore destinatario della birra ha la possibilità di fare passo ridando la birra al padrone oppure non ne voglio dando la birra al sotto che a sua volta può fare passo.

Tutti i tipi di invitate si possono eseguire due volte (su alcuni tavoli tre), superato il numero massimo di invitate nei confronti di un giocatore questo viene espulso e in quella mano non puo’ essere piu’ invitato.

Per quanto riguarda le invitate vi è una certa tolleranza nei confronti del padrone che non è vincolato rigidamente a queste poche invitate ma le possibili proposte che può fare al sotto sono molteplici forse troppe da poterle elencare in questa lezione ma in ogni caso ogni altra proposta del padrone che non siano le invitate elencate prima possono non piacere al sotto che ha il potere di negare qualsiasi invitata. Es: il padrone può dare la possibilità al sotto di scegliere lui tra un numero ristretto di giocatori oppure può proporre al sotto di poter scegliere di dare la birra a chiunque tranne di prendersela lui addirittura mettendo il vincolo a chiunque riceva al birra di non poter fare non ne voglio ma solo passo per evitare che la birra arrivi in qualsiesi modo al sotto.

Anche per oggi credo che i concetti siano abbastanza e può ritenersi conclusa la seconda lezione.

Da ora in poi diventa sempre più importante la pratica o anche la semplice osservazione di giocatori all’opera e sempre meno importante la teoria.

ALCOLIZZATI DELLA RETE ALLA PROSSIMA…………………

Ps: se mi è sfuggito qualcosa nei commenti sono graditi suggerimenti o correzioni.......

August 05

PADRONE E SOTTO lez.1


A grande richiesta inizia oggi (purtroppo non c’e’ stato tempo per iniziare prima) il primo corso on line del gioco senza scopo di lucro più antico e diffuso di San Leucio del Sannio: PADRONE E SOTTO

Il corso si articolerà in varie lezioni che aumenteranno sempre più di livello per dare la possibilità a tutti di comprendere il maggior numero di sfaccettature di questa “arte” di cui purtroppo si ignorano le origini (purtroppo perché si sarebbe potuto organizzare un pellegrinaggio sulla lapide dell’inventore scomparso sicuramente come molti ammiratori della sua invenzione di cirrosi).

Ci sono diverse varianti di questo gioco ma ne parleremo in seguito, nel corso base ci soffermeremo alla versione classica senza varianti.

Nonostante cercherò di essere più elementare possibile questo gioco forse come pochi altri di teoria ha ben poco…senza doverose lezioni pratiche la teoria resterà lettera morta per cui per i più fedeli seguaci di questo corso sono organizzate tutti i giorni lezioni pratiche dal costo irrisorio presso il circolo “Pampero” di San Leucio del Sannio.

Il corso per gli abitanti del luogo (i pochi che sfortunatamente non conoscono il gioco) e per i tanti emigrati sparsi per il mondo sarà provvisto anche di necessari modi di dire nello slang del luogo.

Dopo questa doverosa introduzione si può passare alla prima lezione del corso.

Innanzitutto il PADRONE E SOTTO è un gioco di gruppo e come tutti i giochi da tavola prevede che i partecipanti si riuniscano intorno ad un tavolo ma in questo gioco non viene lasciato niente al caso per cui il padrone e sotto viene detto giro di padrone e sotto.
Si gioca rigorosamente con carte napoletane ed il gioco non prevede vincite in denaro ma rigorosamente alcolici (per gli interessati, la variante sanleuciana del gioco prevede esclusivamente birra dreher). Per i più accaniti amanti del padrone e sotto, in mancanza, le carte vengono sostituite dal classico tocco o conta con le mani dei partecipanti; l’espressione tipica di chi propone il gioco in luoghi che non siano bar del luogo dove le carte non mancano mai è:”Vulimm fa ‘nu gir veloc a tuocc?”.

 

La prima lezione non può proseguire se non si conosce il valore delle carte che in questo gioco è come nel gioco della stoppa altro illustre giochino di cui parleremo a tempo debito (cioè intorno al periodo natalizio quando diventa il passatempo animatore per eccellenza delle nottate di molti giovani e non a San Leucio del Sannio). Per chi non conoscesse però il valore delle carte ecco qui sotto un semplice schemino:

le figure 8, 9, 10 valgono 10 punti

2, 3, 4, 5 valgono rispettivamente 12, 13, 14, 15

Le carte con più valore sono l’asso, il sei e il sette;

l’1 vale 16

il 6 vale 18

il 7 vale 21.

Es: 1, 7, 2 realizzano 16+21+12= 49

A padrone e sotto vi sono 4 tipi di punto possibile:

semplicemente due o tre carte dello stesso seme (a San Leucio del Sannio il termine seme viene sostituito dalla parola palo) danno un punto a seconda delle carte.

Quattro carte di semi diversi danno la “primera” che è superiore ai punti e compete con le altre primere a seconda delle carte da cui è composta.

7,6,1 dello stesso seme cioè 55 è il massimo punto che si può realizzare con tre carte ed è anche superiore a qualsiasi primiera.

Il massimo punto che si può realizzare a padrone e sotto è composto da quattro carte dello stesso seme tecnicamente chiamato fruscio che batte qualsiasi primiera e 55 e può competere solo con altri frusci in base alle carte da cui è composto.


Il padrone e sotto prevede tecnicamente un minimo di due ed un massimo di 10 partecipanti ma anziani tramandano gesta di tavoli composti da un numero superiore a dieci.

Chi distribuisce le carte (chi fa carte) distribuisce 5 carte a testa nel caso che i giocatori siano al massimo 8 altrimenti con 9 o 10 giocatori si distribuiscono 4 carte a testa.

Colui che distribuisce le carte (cartaro) a suo piacimento può distribuirle una alla volta o tutte insieme; per la precisione bisogna stare attenti nel distribuire le carte a lasciarne una a testa scoperta ed il resto coperte in modo che le veda per primo solo il legittimo possessore.

 
Per oggi la prima lezione può ritenersi conclusa data la mole di concetti e termini che per un novizio possono essere difficili da assimilare in un’unica lezione.

August 01

Voglio ancora credere...


  • Voglio ancora credere ai voti meritati.
  • Voglio ancora credere alla possibilità di poter dimagrire.
  • Voglio ancora credere che La Russa, Calderoli, Bondi e Carfagna non siano ministri.
  • Voglio ancora credere che questo caldo sia solo frutto della mia immaginazione.
  • Voglio ancora credere alle tue stupende parole solo per me.
  • Voglio ancora credere nella solidarietà umana.
  • Voglio ancora credere che mio nipote mi chiamerà un giorno ZIO e non NE' ZIO.
  • Voglio ancora credere ai sorrisi di chi non conosco.
  • Voglio ancora credere alla concetto di ‘panna dietetica’.
  • Voglio ancora credere che un giorno Julia Roberts mi inviterà a cena.
  • Voglio ancora credere al mio viaggio con un’amica speciale..unica..
  • Voglio ancora credere al fatto che la norma ‘Bloccaprocessi’ sia frutto di quel caldo che è frutto della mia immaginazione.
  • Voglio ancora credere che non sarà lontano quel giorno in cui ci risveglieremo abbracciati.
  • Voglio ancora credere ad una felicità relativa e continua.
  • Voglio ancora credere che le intercettazioni Saccà-Psiconano siano l’infausta conseguenza della cattiveria dei giornalisti dell’Espresso
  • Voglio ancora credere al profumo di salsedine che sentirò per tutto il tempo di questa estate d’amor...
 
 
                 °°°Buona estate compagni di vita°°°

July 30

la mia banca!!!

ma....
prima ero li che vaneggiavo...
e mi tornata in mente una scena di qualche tempo fa....
ve la racconto, poi magari ci faccio delle considerazioni...

c'è una banca che aveva commissionato un'indagine, tramite intervista, a una "ditta" (???) per capire quello che i giovani si aspettano da una banca

ci siamo ritrovati in 8 di noi se non sbaglio
4 maschi e 4 femmine
è arrivato l'incaricato e ci ha guardati fare un'orgia spaventosa annotando tutto ciò che dicevamo a proposito delle banche durante l'amplesso....no, un momento, questa è un'altra storia....
dicevo...
è arrivato l'incaricato e inizia a fare le domande bla bla....

tutto l'incontro è stato supervisionato da uno psicologo

alla fine della faccenda lo psicolabile si avvicina al gruppo e ci spiega che da queste informazioni, unite ad altre, sarebbero arrivati a creare la pubblicità della banca

e poi fa "un'ultima domanda: cosa ne pensate della pubblicità della vigorsol??" (riferendosi a quella dello scoiattolo che mangia la gomma e salva il bosco dall'incendio con un peto fotonico)
e tutti che sdegnosamente iniziano a dire "noooo....triste"....oppure "che grezza, di basso livello" o ancora, "che scandalo, volgare"...
tutti....
tutti tranne uno.....solo io ho esclamato "GENIALE!!" ricevendo più di qualche sguardo stranito...

adesso io mi chiedo, sono io spostato? o sono loro dei fighetti che devono mantenere il contegno per chissà quale motivo???
cioè, è una pubblicità, deve far ridere, cosa c'è ti tanto volgare??? c'è ben di peggio in tv....la faccia di fede per esempio (fede rigorosamente minuscolo)....e le veline che menano tette e culi??? non sono volgari?? però non mi pare che dispiacciano...i fighetti di maria de filippi???? noooo...vanno bene.....
non stiamo mica parlando di un comico impegnato...non è che sia troisi che deve fare le cose strane ricercate, impegnate....è una fottuta pubblicità.....per di più di una cosa che ti metti in bocca, riempi di batteri e microbi e butti nella spazzatura...

che poi....prova a non scorreggiare mai, mai dico, mai espellere gas dal tuo corpo...si, c'è chi ne produce di meno e chi di più....ma come si è visto in south park, se non butti fuori prima o poi tuoni!!

bah....sarò io strano..ma questi dove cazzo vivono?

e non mi notano l'errore fondamentale!!!! una gomma e una scorreggia non hanno tutta questa relazione causa-effetto!!!!

July 28

Il gatto del vicino è sempre più verde.


Descrivi il tuo profilo in maniera onesta in 750 caratteri. Così diceva l'annuncio.
Ora, non è che la gente passi il tempo ad autocompilarsi il profilo, però parenti e amici servono a questo.
Chiedendo loro ho raccolto un “orso, pignolo e disordinato, indiviadualista, pigro e indolente, pessimo cuoco ma persona "grevia". E' bastato tradurre il tutto in inglese (ruotandolo di 180 gradi).
Chi ti vuole bene, e’ onesto con te.
Mio fratello, dopo una mangiata senza fine a base di frutti di mare, mi ha fatto notare che, quando la maglietta aderente aderisce piu’ alla tua pancia che ai tuoi pettorali, forse e’ il caso di cambiare dieta....o maglietta. Talvolta basterebbe perdere quei 5 kg, anche se sarebbe forse più semplice limitarsi a cambiare fratello.
In questo spazio, mi piace ricordare che mio fratello e’ passato alla storia per avere inventato un cocktail a base di gin dal sapore così brutto, che è stato subito battezzato Noval-gin.
Lo scrivo qua, così potrà aggiungere malmostoso e vendicativo alla liste dei miei pregi.
Per fortuna ci è dato sfogarci con chi non si conosce. L’altro giorno, per esempio ero con la macchina in una salita pervicace e incrociai una macchina che, in una strettoia, non mi diede la precedenza, costringendomi a mettere le ruote in salita, su un marciapiede e fare una ripida ripartenza in salita.

Avevo abbassato il finestrino e attivato la parte del cervello dedita al ragionamento (che per questo viene soventemente utilizzata), della fantasia e del centro della parola, per esternare l'arzigogolato ricamo di simpatiche definizione del tracotante guidatore. .....quand’ecco che dall’altra macchina mi sento salutare col mio nome.
Mentre la mia favella si perdeva in un rumore simile a un borboritmo.
Sappiate che fa male maturare un offesa senza poi poterla rilasciare all’esterno.
L'effetto è simile al peperone fritto ripieno di cosa fritta, mangiata in un giorno di scirocco : un senso di  pesantezza fisica e morale.
Detto questo smetto, prendo la moto ed esco (una palla blu su una moto blu). Potevo continuare oltre, ma in fondo mi sembra che l'immagine della mia persona, sul blog sia migliore che dal vivo, pertanto, penso sia meglio non demolirla tutta in una volta.

July 26

CHI AMA A PRIMA VISTA, TRADISCE AL PRIMO SGUARDO…

Ero al Blockbuster, e sulla copertina del DVD di “Closer” c’era scritta questa frase (film visto a metà, il disco era graffiato e per giunta mi dissero come andava a finire, cosa che odio).

Tornando a casa ci ho riflettuto un po’ su…

A prima vista il ragionamento fila: si incontra per strada una persona, si prende il classico colpo di fulmine, ci s’innamora (ricordate Jude Law e Natalie Portman?). Poi, succede di nuovo, ma con un’altra persona. E’ lo stesso meccanismo, non si può biasimare, se io ad esempio tendessi ad avere colpi di fulmine, chi mi impedisce di averne altri?

E’ un po’ triste da pensare, ma è una situazione da mettere in conto.

D’altra parte, si può amare a prima vista, e decidere che da quel momento tutta la gente che c’è intorno non conta più, perché si è raggiunto questo specie di Nirvana, quella completezza mai assaporata, l’altra metà della mela insomma.

Io tendo ad essere d’accordo con la prima ipotesi, purtroppo. L’amore a prima vista può essere considerato un tentativo velleitario di aggiustare le cose, di riempire la solitudine, di essere felici. Preferisco conoscere una ragazza, sapere quanto più possibile su di lei, e infine imparare ad amarla…non c’è un tempo fisso (può essere una settimana, un mese, due mesi…), diciamo “quello che basta”.

Ad un certo punto mi sono immedesimato in Jude Law, che provava le stesse sensazioni che ho provato io. Può darsi sia per questo che non ho mai amato a prima vista, al massimo potrebbe essere successo il contrario.

E voi cosa ne pensate?



July 24

Ordinando l’armadio: dall’entropia cosmica alle cronache di Narnia.

L’entropia e’ una funzione di stato che rappresenta una misura del disordine. Quando l’universo raggiungera’ il massimo di entropia/disordine non sara’ piu’ possibile fare niente.
Quando guardo il mio armadio penso che quel momento in fondo non possa essere cosi' lontano.
Decido allora di mettere un po’ d’ordine.

Compio il primo passo dentro il mio armadio, scanso i mostri che vivono nell'armadio (che non sono quelli che la pubblicita' chiama "i nemici invisibili dell'igiene").
Inizio a piegare un po’ di maglie sparse e trovo varie cose. Un giornale di design scandinavo.
Questo risale a tanto tempo fa, quando mi interessava una norvegese (nel senso della donna, non della sauna). Mi pare fosse un bel periodo.
L’unico brutto ricordo e’ che, dovendo andare in bagno l’unica cosa che trovavo da leggere erano "la bibbia" o delle assurde riviste di design (in cui mostravano i divani senza nemmeno metterci le donne ignude innanzi).
Fini' poco dopo, ma non perche’ non esisteva la versione Suomi di Topolino (classica lettura balneare, nel senso del bagno).

Piego magliette di calcio, sistemo delle camicie e mi congratulo con me per la loro perfezione, nonostante io personalmente non abbia mai usato un ferro da stiro. Sotto una felpa verde col cappuccio trovo una scatola con dei bicchieri da brindisi lunghi e sottili (chissà cosa ci fanno qui).
Guardandoli, non posso fare a meno di pensare che chi dice che il seno perfetto debba stare in un bicchiere di champagne e' gente quanto meno strana.
A scavare nell’armadio mi addentro nei ricordi e riordino. Ad un certo punto mi trovo davanti un centauro che dice di chiamarsi sig.Tumnus.

Sarebbe bello rimanere a parlare con costui, ma lo spazio per il post e’ finito, l’ordine generale (dell'armadio) e’ quasi ristabilito e devo andare a riordinare un po’ anche la mia vita.

July 22

L'opposizione di Sua Maestà


Dialogo. Meglio non chiedersi cosa significhi concretamente; basti solo sapere che risulta il termine più usato in questa afosa stagione della politica. Il dialogo, per principio, è un rapporto fondato su un reciproco interesse. Ora, che il governo abbia bisogno di dialogare con l’opposizione è persino ovvio. Per quanto ampio sia il margine del suo consenso, difficile che si sia disposti a proporre al Paese un piano di purghe generalizzato senza condividerne il peso con l'opposizione.


Il risultato auspicato, fin troppo facile prevederlo, é di corresponsabilizzare l’opposizione stessa nei riverberi negativi delle riforme, mentre ci si gode appieno l’aspetto utilitaristico a tutto vantaggio della ulteriore sedimentazione della propria maggioranza, che coincide con quella della propria prospettiva politica. Quello che sfugge, invece, è l’utilità del suddetto dialogo da parte dell’opposizione. Perché se si dice - e con ragione - che il governo balla sul Titanic, che le sue promesse si sono rivelate "fuffa" allo stato puro, che il paese può d’implodere e che il rischio di deriva autoritaria è tutt’altro che una ossessione comunarda, allora non si capisce quale interesse abbia l’opposizione a correre dietro al governo.

E invece corre, eccome se corre. A corrente alternata e da soggetti diversi, ci si propina l’annosa disputa sul coinvolgimento o meno dell’Udc di Casini nell’opposizione, come se la sua adesione (peraltro, come nello stile, promessa un giorno e negata un altro) fosse in qualche misura determinante a mettere in crisi – o anche solo in difficoltà – il governo. Né per numeri, né per contenuti, Casini è in alcun modo alternativo al cavaliere: lo è semmai nello stile di governo, ma davvero far cambiar rotta al Titanic é questione di “bon ton”?

Allora forse, anzi senza forse, l’alleanza con l’Udc ha il sapore tattico di piano di salvaguardia degli assetti di potere esistenti, messi a dura prova dal programma di governo. E anche di un sapore più forte, indigesto, della ricerca di un modello politico ed istituzionale condiviso dal sapore antico consociativo e da quello – moderno – di governance monocolore de facto. Il primo passo di questo percorso è stato già compiuto: l’espulsione coatta dalla politica del conflitto e del suo bisogno di rappresentanza. Chiaro: per procedere alle riforme istituzionali, anche a norma di art.138 della Costituzione, è necessaria un’agenda condivisa da parte della grande maggioranza delle forze politiche; ma chi è in Italia che oggi avverte questa come la necessità irrinunciabile? In quale cucina di quale casa le famiglie dibattono sul tema?

Eppure é così. Il PD, di sconfitta in sconfitta, pare aver deciso di dedicare le sue energie a stabilire, giorno dopo giorno, su cosa e come dialogare sulle riforme istituzionali. Trattasi da un lato di schizofrenia politica, giacché si premette che la situazione è gravissima e che salari, pensioni ed occupazione, inflazione, finanza e debito sono le vere emergenze. Poi però si "riapre" per stabilire che le riforme istituzionali, soprattutto quella relativa al sistema elettorale, sono una urgenza che giustifica e, anzi, rende non solo necessario, ma persino urgente, il dialogo.

Il governo mette in mora il modello di contratto nazionale per ogni comparto, il precariato diventa l’unica forma d’impiego a tempo indeterminato e i mutui triplicati mandano sul lastrico le famiglie. Ma non basta: da un lato scheda tutto ciò che si muove e marchia le persone, rendendo liberi di muoversi solo i capitali speculativi; dall'altro propone galere ed espulsioni per gli ultimi e immunità per i primi. Taglia i fondi per l’assistenza, già ai livelli minimi in Europa; reintroduce i ticket nella sanità alla quale toglie persino ogni prospettiva di servizio pubblico; spacchetta i ministeri eliminando d’un colpo la programmazione economica e sociale nei conti pubblici; inventa fesserie sulla scuola pubblica, equivocando la formazione con la disciplina e la cultura con la bacchetta; sogna fantasie federaliste e minaccia i lavoratori nei loro diritti più elementari, mentre la situazione economica diventa d’inusitata drammaticità. Allora, dall'opposizione, che si fa? Beh, si dialoga. Su cosa? Ma è chiaro: sulle riforme, la vera urgenza ineludibile del Paese. Davvero è questa l’urgenza?

Il dubbio che viene è che il PD non si renda conto che a ballare sul Titanic c'é anche lui. Ritiratosi con gravi perdite da ogni battaglia elettorale dalla sua nascita ad oggi, quella che fu la somma di DS e Margherita con una spruzzata di giustizialismo, propone al governo un’agenda condivisa di riforme che questo governo, per forza di cose oltre che per logica e convenienza, non ha nessun interesse a mettere sul tavolo. E così, un giorno si e uno no, il governo “apre” o “chiude” alle proposte di dialogo; quel tanto che serve a tenere l’opposizione nel regno del nulla, quel tanto che basta a vederla dividersi al suo interno tra dialoganti e urlanti, nell'agognata attesa di una proposta una per la rinascita dell'opposizione politica e sociale.

Quel che resta è lo spettacolo poco decoroso dei dirigenti del PD che rincorrono ogni alito del governo, ogni dichiarazione di ministri o capi bastone dello scombinato esercito governativo che sembrano mettere in discussione un punto e virgola di quella precedente. Introiettato nel profondo il culto della lettura tra le righe di ogni parola, scivolano e si dimenano per ogni mezza frase, in fondo convinti che saranno le contraddizioni interne al governo (parola gentile per definire gli appetiti) a determinare – se mai ci sarà – una crisi nell’Esecutivo. E così, arrampicandosi e scivolando su ogni dichiarazione, sembrano ballerini di lap dance, sprovvisti persino di musica di sottofondo. Il pubblico, più che mai pagante, chiede davvero la fine del balletto per intonare un'altra canzone.

Fabrizio Casari

July 21

che gran personaggio!!

il finale è la parte più bella!!
   

July 18

Sillogismo della giornata...(per i cattolici)


Quando beviamo alcol in eccesso, finiamo ubriachi.
Quando siamo ubriachi, dormiamo.
Quando dormiamo non commettiamo peccati.
Quando non commettiamo peccati, andiamo in Paradiso.

Conclusione:
per andare in Paradiso bisogna essere ubriachi !!!
July 15

Enivrez-Vous (C. Baudelaire)

Ubriacatevi
Bisogna esser sempre ubriachi. Ecco tutto: questo è l'unico problema. Per non sentire l'orribile peso del Tempo che vi rompe le spalle e vi piega a terra, dovete ubriacarvi senza posa.
Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare. Ma ubriacatevi.
E se a volte, sui gradini d'un palazzo, sull'erba verde d'un fosso, nell'inerte solitudine della vostra camera, vi svegliate perché l'ebrezza è scemata o scomparsa, chiedete al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che fugge, geme, scorre, canta, parla, chiedete che ora è; e il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, vi risponderanno:
- È l'ora di ubriacarsi! Per non esser gli straziati martiri del Tempo, ubriacatevi senza posa! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare.


Be drunk
You have to be always drunk. That's all there is to it--it's the only way. So as not to feel the horrible burden of time that breaks your back and bends you to the earth, you have to be continually drunk.
But on what? Wine, poetry or virtue, as you wish. But be drunk. And if sometimes, on the steps of a palace or the green grass of a ditch, in the mournful solitude of your room, you wake again, drunkenness already diminishing or gone, ask the wind, the wave, the star, the bird, the clock, everything that is flying, everything that is groaning, everything that is rolling, everything that is singing, everything that is speaking. . .ask what time it is and wind, wave, star, bird, clock will answer you:
- It is time to be drunk! So as not to be the martyred slaves of time, be drunk, be continually drunk! On wine, on poetry or on virtue as you wish.

Enivrez-Vous
Il faut être toujours ivre. Tout est là: c'est l'unique question. Pour ne pas sentir l'horrible fardeau du Temps qui brise vos épaules et vous penche vers la terre, il faut vous enivrer sans trêve.
Mais de quoi? De vin, de poésie ou de vertu à votre guise. Mais enivrez-vous.
Et si quelquefois, sur les marches d'un palais, sur l'herbe verte d'un fossé, dans la solitude morne de votre chambre, vous vous réveillez, l'ivresse déjà diminuée ou disparue, demandez au vent, à la vague, à l'étoile, à l'oiseau, à l'horloge, à tout ce qui fuit, à tout ce qui gémit, à tout ce qui roule, à tout ce qui chante, à tout ce qui parle, demandez quelle heure il est; et le vent, la vague, l'étoile, l'oiseau, l'horloge, vous répondront:
- Il est l'heure de s'enivrer! Pour n'être pas les esclaves martyrisés du Temps, enivrez-vous; enivrez-vous sans cesse! De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise.

La bibbia secondo Me Capitolo 7: I 10 Comandamenti

I 10 Comandamenti

Fu così che il buon Creatore, Signore degli eserciti, d'Israele, di Abramo, Isacco, Giacobbe, ecc, dopo che ebbe liberato il suo popolo prediletto da un Faraone rintronato, facendo sfoggio di vari trucchi ed effetti speciali che neppure Lucas o Spielberg, (ma quale dio non si sarebbe incavolato vedendo che i maghi del Faraone che gli copiavano tutti i trucchi), decise di prendersi una pausa di 40 anni e lasciò il popolo ebraico ad arrostirsi al sole del deserto. Naturalmente non lo abbandonò del tutto,e quotidianamente , dal cielo fece cadere del pm10 di color bianco affinché, per l'appunto il popolo potesse nutrirsi. Per i primi giorni il popolo fu felice di quella che il Egli nominò "manna", ma alla fine ne ebbe talmente piene le scatole che storpiò il termine facendogli assumere valenza negativa. Nacque così la locuzione "mannaggia a te", e altre un po' più colorite.
Le vacanze passano velocemente e così anche i quarant'anni volarono (non per il popolo), e quando il buon Dio, Creatore, Signore degli eserciti, d'Israele, di Abramo, Isacco, Giacobbe, ecc sembrò essersi dimenticato del suo popolo prediletto, proprio in quel momento, guardò giù e si avvide che esso non si stava comportando un granché bene. Dapprima pensò a una soluzione tipo Sodoma e Gomorra, ma nonostante tutto il suo popolo non si era ancora macchiato di atti contro natura, né tanto meno si era spinto allo sfruttamento della prostituzione, spaccio di droga, pizzo e presidenza del consiglio. Tuttavia prima che qualcuno decidesse di farsi delle norme ad personam si convinse fosse giunto il momento di fornire al popolo una legge e, nel farlo, si ricordò di quel suo servo salvato dalle acque che tanto utile gli era stato in Egitto.
Destò dunque Mosè, che nel frattempo stava sognando di separare anche le terre, dando origine al Grand Canyon, e gli ordinò di salire sulla montagna, dove decise di accoglierlo sotto forma di temporale (non prima di aver scoperto che l'abito di "roveto ardente" gli era divenuto un poco stretto).
Mosè vedendo il cielo plumbeo e temporalesco si preoccupò non poco: gli erano giunte voci che Zeus in Grecia amava fecondare le Ninfee sotto forma di pioggerellina dorata e temeva fosse divenuta una moda.
Timoroso e zoppicante giunse infine alla cima: le vesciche gli dolevano in modo bestiale, e capirete, non è facile arrampicarsi per i monti con dei semplici sandali. Comunque, mentre si stava ancora domandando quando la Asolo avrebbe inventato gli scarponcini da montagna e soprattutto perchè il Signore degli eserciti, d'Israele, di Abramo, Isacco, Giacobbe, ecc aveva scelto la vetta e non la mezza costa, questi lo destò con una voce tonante (e d'altra parte era vestito da temporale)

"Preparati Mosè perchè ora io ti detterò i miei comandamenti!" disse dunque il Signore
Mosè, obbediente tirò fuori dalla saccoccia un bel rotolo di papiro che aveva fregato al Faraone mentre questi si era distratto a causa della piaga delle cavallette, ma il Signore lo redarguì immediatamente.
"No -disse il Signore - La mia Legge non verrà scritta su un semplice papiro, io la inciderò sulla pietra!"
Detto fatto, il Signore degli eserciti, d'Israele, di Abramo, Isacco, Giacobbe, ecc iniziò a scagliare fulmini e saette su due pezzi di granito lì vicino, incidendoci i celebri comandamenti.
Mosè perplesso per tutto quello spreco di effetti speciali, guardò dunque le due tavole, aspettandosi chissà quale lista. Vedendo solo dieci comandamenti ci rimase piuttosto male.
"Tutto qui? Cribbio potevo impararli a memoria, lo farebbero anche i bimbi in terza elementare!" disse con aria di sufficienza.
"Ah si? - rispose il Signore degli eserciti, d'Israele, di Abramo, Isacco, Giacobbe, ecc inviperito - provami allora la tua memoria: elencami i nomi dei sette nani"
Mosè, sicuro di se partì deciso "Come no? Allora: Brontolo, Mammolo , Dotto , Pisolo......Eolo....." ma quivi si interruppe imprecando: come spesso accade al genere umano, li aveva dimenticati.
Il Signore degli eserciti, d'Israele, di Abramo, Isacco, Giacobbe, ecc allora disse irridendolo:
"In verità , in verità ti dico: se non ricordi i nomi dei sette nani non potrai sostenere di poter imparare a memoria i 10 comandamenti"
"Ma come diavolo....ehm...come cavolo... parli?" ribatté Mosè
"Lascia stare...sai, è mio figlio.. è lo slang dei giovani..." disse annoiato il Signore, sparando qualche fulmine.
Mosè attese qualche istante poi disse:
"Vabbè... allora dico a tutto il popolo di salire qui sulla montagna a dare una lettura alla legge, affinché la possano apprendere"
"NO!- tuonò il Signore- Tu Mosè ti caricherai le due steli sulle spalle e le porterai all'accampamento"
"Ma ....peseranno un quintale l'una!!!" obbiettò il pover'uomo, pensando a quanto sarebbe stato meglio avere come fratello Panoramix e la sua pozione, piuttosto che quel debosciato di Aronne.
Ma il buon Dio degli eserciti d'Israele, di Abramo, Isacco, Giacobbe, ecc non ne volle sapere, e costrinse il Mosè a scendere dall'odiato monte con in spalla due quintali di tavole di granito.

Nel frattempo, a valle, il popolo prediletto, che iniziava a chiedersi cosa avesse fatto di male per essere appunto prediletto, non ne poteva davvero più di manna. Tutti furono assaliti dal desiderio di mangiare una bella bistecca chianina, e fu così forte il desiderio che alla fine lo idealizzarono fondendo i propri gioielli in un idolo d'oro a forma di vitello (ma c'è chi dice che se avessero potuto l'avrebbero fatto almeno grande come un manzo).
Mosè al fine giunse dai suoi confratelli, ingobbito e stremato.
Questi gli chiesero fin dove si fosse spinto e lui con la bocca impastata e con il fiato corto, indicando la vetta disse biascicando: "Sin ...a ...ì", intendendo "Sino a lì", ma essendo quello un popolo di dura cervice capirono "Sinai" e con quel nome chiamarono la montagna.
Ripreso fiato, Mosè domandò cosa ci faceva tutta quella gente nei pressi della tenda dei sacerdoti e Aronne suo fratello, gli svelò la storia del Vitello d'Oro.
Non vi sto a raccontare l'incazzatura di Mosè, che aveva fatto tutta quella fatica per portare le tavole, pare comunque che urlò come un forsennato "Io li ammazzo", cosa che tra l'altro fece davvero, ammazzandone oltre tremila in una sola notte, stabilendo un record rimasto insuperato nei secoli.

Dall'alto dei cieli il buon Dio degli Eserciti, d'Israele, di Abramo, Isacco, Giacobbe, ecc guardò la scena un poco irritato commentando tra sé:
"E diceva di volerli imparare a memoria: neanche il tempo di scendere a valle e si è già scordato il non uccidere"...

July 11

La bibbia secondo Me Capitolo 6: Il Principe d'Egitto III

Il Principe d'Egitto - parte terza

Dinnanzi al Signore, Mosè raccontò come erano andati i fatti, ovvero del misero insuccesso del trucco delle rane.
Il Signore allora decise che era il momento di mettere in atto un trucco nuovo e così disse:
"Va Mosè, stendi il tuo bastone e percuoti la terra, da essa usciranno nugoli di zanzare che colpiranno il popolo d'Egitto e vediamo cosa riescono a fare questa volta"

E così Mosè un po' perplesso tornò insieme ad Aronne dal Faraone. Questi non appena li vide disse loro che già sapeva la richiesta e di procedere con il solito trucchetto e fu così che Mosè distese il suo bastone e percosse la terra, facendone uscire la piaga delle zanzare.
Il faraone disse allora: "Tutto qui?" e batte le mani per convocare i maghi di corte, mentre il consigliere già sghignazzava.
I maghi giunsero e iniziarono a loro volta a percuotere la terra ma non riuscirono a replicare il trucchetto.
"Questo è il dito di Dio!" gridarono i maghi.
"Il dito medio, per la precisione" sottolineò Mosè
Ma il Faraone rimase imperterrito avendo il dottore di corte, tal Autan III, già inventato una specie di fumogeno chiamato "zampiramidone", che teneva lontano gli insetti sanguisuga e fece allontanare i due fratelli.

Le zanzare, tuttavia, colpirono tutto l'Egitto (Ebrei compresi, per la gioia di Mosè ed Aronne), uomini e bestie, aumentando sensibilmente il malcontento, specie dei primi (a parte Autan III che divenne ricchissimo). Rossi e bitorzoluti a causa delle punture, Mosè ed Aronne erano quasi decisi ad emigrare, ma Dio li convocò a sé.

"Il faraone ha detto che siete fastidiosi come le mosche. Ebbene gli farò vedere io cosa vuol dire aver fastidio: stenderai la mano Mosè e ne uscirà un nugolo di mosconi che colpirà tutti" disse il Signore
"Con il tuo permesso , Roveto, ma tutti, tutti? Perché se tiro un'altra piaga addosso al nostro popolo è la volta buona che mi linciano" rispose Mosè
" Non hai tutti i torti- ammise Dio, pensoso - ...vabbè prendi il popolo e portalo nel paese di Gosen, lì i mosconi non arriveranno"
"Paese di che?" chiese Mosè
"Gosen" rispose il Signore
"Ma allora li vai a cercare tu tutti i nomi più cretini" ribatté Mosè, ma un tuono tremendo lo zittì all'istante e oltre non parlò.

Mosè si recò dunque dal faraone immediatamente il funzionario baldanzoso gli si fece incontro:
"Allora? Qual'è il trucco della settimana?" disse.

Mosè di tutta risposta stese la mano (ancora putrida per via del trucco mal riuscito nell'accampamento ebraico) e da essa uscirono un nugolo di mosche.
Il faraone allora disse :"Tutto qui?" e batté le mani per richiamare i maghi di corte, i quali però, visto lo smacco subito precedentemente, si nascosero per bene.

Il faraone, irritato ai massimi livelli, chiamò a sé il consigliere per avere una soluzione al problema, ma anch'esso non seppe cosa dire né cosa fare, motivo per cui il Figlio del Nilo gli fece un "culo a capanna" tanto che da allora, il massimo funzionario di corte, prese il nome di "ciambellano" (dall'antico egizio "c'ha un bel ano !" , inteso naturalmente in senso ironico). Ad ogni modo il Faraone sembrò quasi cedere senonché all'ultimo ci ripensò, cosa che fece arrabbiare Mosè , Aronne, ma soprattutto il Signore.

Seguirono epidemie dove morirono tutte le bestie, grandine che distrusse i raccolti, pustole e piaghe che fecero soffrire gli egiziani. Tra l'altro si narra che relativamente alle piaghe, ironia della sorte, al ciambellano toccarono le emorroidi.
In nessuno di questi trucchi i maghi riuscirono ad ottenere risultati soddisfacenti, adducendo come scusa che era colpa del ciambellano che non stanziava più monete per il corso di aggiornamento.
Il figlio del Nilo era ormai sull'orlo di una crisi di nervi ma assolutamente non disposto a cedere.

Mosè a quel punto si recò dal Signore e chiese:
"Senti un po', ma com'è che questo si ostina così tanto? Non è che ci stai mettendo lo zampino tu, Signore?"
"Zampino a chi? Sono mica un vitello d'oro" disse il Signore.
"Vabbè, sai cosa intendo. Mi pare impossibile che il faraone sia così leso da impedirci di partire"
"Bè - ammise il Signore - gli ho indurito un pochino il cuore, mi sto divertendo un po' "

Poco ci mancava che Mosè inventasse la bestemmia, e fu così che il Signore decise fosse giunto il tempo di liberare gli Ebrei e esaudire il sogno proibito che ebbe durante la genesi di ripetere il trucco dell'apertura delle acque.

Come andarono le cose tutti lo sanno. Prima della fuga nel Mar Rosso caddero le tenebre, i raccolti vennero divorati dalle cavallette e infine, morirono tutti primogeniti; ma qui, mi perdonerà il lettore, poco o nulla c'è da ironizzare e invero, molto ci sarebbe da pensare. Deponiamo dunque la penna e ai pensieri lasciamo, e con voi Mosè, Aronne e il popolo prediletto almeno fino ai fatti che raccontano di come il Creatore decise di dare al popolo la sua Legge.

July 10

La bibbia secondo Me Capitolo 5: Il Principe d'Egitto II


Il Principe d'Egitto - parte II

Fu così che Mosè e suo fratello Aronne vennero incaricati dal popolo di andare a trattare per la liberazione e chiesta udienza, dopo le solite trafile burocratiche, bolli, file agli sportelli, riuscirono a comparire dinnanzi al monarca Egizio.
"Cosa vogliono questi derelitti?" chiese il Faraone al consigliere regale
"Mo' glie lo chiedo" rispose questi, scendendo gli scalini.
"Ditemi...schiavi ...cosa volete dal Figlio del Nilo?" chiese ai due.
"Siamo venuti per chiedere la liberazione degli Ebrei dalla schiavitù" rispose Mosè
Il consigliere si voltò verso il faraone e disse "Niente, mio sire, sono due comici...cosa faccio li mando via?"
"No - disse il faraone - sono un po' annoiato oggi, lasciali fare uno spettacolino"
E il funzionario lasciò passare Mosè ed Aronne che si avvicinarono al Faraone.
"Faraone, siamo qui a per volontà del Signore affinché tu liberi il nostro popolo dalla schiavitù"
"Devo ridere adesso o la barzelletta non è finita?" rispose il sovrano
"Forse non ci siamo capiti - disse Aronne - lo ordina il Roveto Ardente"
"E chi sarebbe questo?" domandò il faraone
"IO SONO" rispose Mosè
" Sei un roveto ardente?" chiese sempre più confuso il Faraone
"No, IO SONO è il nome del Roveto Ardente, cioè del Signore, insomma di quello che mi ha mandato qui a dirti che se non liberi gli Ebrei saranno falli per diabetici (cazzi amari per i meno perspicaci)"
"Se non ho capito male questo Roveto sta minacciando il figlio del Nilo, e perchè mai dovrei avere paura"
"Mira la sua terribile potenza" Disse Aronne gettando il bastone per terra. Bastone che per prodigio si trasformò in serpente.
"Tutto qui?" disse il faraone. Quindi batté le mani per richiamare i maghi di corte i quali gettarono a terra i loro bastoni e anche questi si trasformarono in serpenti
"Che avete da dire allora?" riprese il faraone.
Ma Mosè ed Aronne se ne andarono scornati.
Unica consolazione fu che il loro era più lungo (e ciò agli uomini spesso basta).

Non appena fuori la voce del Signore parlò a Mosè:
"Ma scusa, se il serpente non ha funzionato con il Popolo, dovevi per forza usarlo anche con il Faraone?"
"Ciò vuol dire che la Mano morta non si fa?" chiese triste Mosè
"No. procedi con il sangue" Ordinò il Signore.

E fu così che il giorno dopo, mentre il Faraone era in gita sul Nilo con la Faraona (da non confondersi con il gallinaceo), Mosè ed Aronne si ripresentarono e di nuovo avanzarono la richiesta al Faraone. Al diniego di questo, come da accordi con il Signore fecero il trucco del sangue, ma questa volta il Nilo intero e non solo una pozza si colorò di rosso.
Il consigliere regale sussurrò però al Faraone che quello era un trucco conosciuto, l'avevano fatto persino a Roma alla fontana di Trevi. Il Faraone allora disse:
"Tutto qui?" Quindi batté le mani per richiamare i maghi di corte i quali si diedero da fare per ripetere il trucco. Non che ci fosse molta altra acqua in giro per l'Egitto, ma questi si accanirono così tanto che per una settimana dal Delta alle Cascate Vittoria non si bevve altro che sangue. Fu a quell'epoca che nacquero i vampiri.

Mosè ed Aronne se ne tornarono sconsolati e furono pure mazziati dal popolo prediletto che oltre a sudare come schiavi non aveva neppure più una singola , miserrima goccia d'acqua.
Mosè dunque chiese di parlare con il Signore:
"Mosè chiama Roveto rispondi Roveto, passo" ... "Mosè chiama Roveto rispondi Roveto, passo"
"Non chiamarmi Roveto, io sono IO SONO" rispose il Buon Dio
"Ma una cosa semplice no eh? - disse Mosè - senti... devi dare una rinverdita ai trucchi perchè qui stiamo facendo un po' la figura dei pisquani e il Faraone non ne vuole sapere di mollare"
"Una rinverdita dici...- il Signore ci pensò un po' su e poi esclamò - Ma certo, una rinverdita! Facciamo piovere un po di rane verdi!" quindi spiegò il suo piano a Mosè.

La settimana successiva i due fratelli si recarono di nuovo dal Faraone il quale frettolosamente gli invitò a evitare i convenevoli e a passare direttamente al trucco.
Mosè distese allora le mani sul Nilo, sui canali e sugli stagni e da essi uscirono una moltitudine di rane.
Anche in questo caso il consigliere sussurrò all'orecchio del Faraone qualcosa e subito il faraone disse:
"Tutto qui?" Quindi batté le mani per richiamare i maghi di corte i quali rifecero lo stesso incantesimo. Fu a quell'epoca che venne istituita la Sagra delle Rana fritta.

Mosè ed Aronne se ne tornarono incavolati neri dal Signore....         

To be continued..............

July 08

La bibbia secondo Me Capitolo 4: Il Principe d'Egitto

Il principe d'Egitto

Un bel giorno, non certo per lui, il Faraone morì e mentre ancora i sacerdoti lo stavano facendo bello per il museo Egizio di Torino, il popolo prediletto si lamentò con il suo Signore domandandosi perchè li aveva abbandonati, schiavi, in Egitto. Il buon Dio in quel momento era impegnato a fare la costellazione della Bilancia, quando posizionata l'ultima stella finalmente udì i lamenti.
"Maremma lupa! - esclamò - mi sono dimenticato dei figli di Abramo!" e detto questo pensò immediatamente ad un metodo veloce e semplice per liberarli.
Prima cosa dovette trovare un uomo del suo popolo che non fosse troppo controllato, e vide Mosè che se ne stava a pascolare le greggi dei Madianiti.
Si mise subito all'opera cercando nell'armadio un abito per l'occasione. Dopo aver scartato la Colonna di Fuoco che avrebbe altrimenti arrostito mezzo gregge, optò per un più modesto Roveto Ardente e, sotto quella forma infatti, comparve a Mosè.
Il prescelto se ne stava stancamente seduto a suonare "Aqualong" con il flauto traverso, donatogli da suo suocero Jethro quando udì la voce del Signore.
"Mosè...Mosè"
Mosè si alzo e si avvicinò al roveto, lo guardò un poco e poi disse:
"Caspita è arrivato il metano!"
"Imbecille - disse il Signore - sono il Signore - per l'appunto - Sono qui perchè ho udito il lamento del mio popolo cui avevo promesso una terra dove scorre il latte e il miele..."
"Seee la Nutella, e magari sugli alberi crescono anche i Cantucci" lo interruppe Mosè
Il tremore improvviso della terra però lo fece tacere, e così il Signore poté continuare:
"...dicevo...cui ho promesso quella terra ove ora risiedono l'Amorreo, il Perizzita, l'Eveo e il Gabuseo...vabbè che ti frega? Tanto tu non la vedrai mai, in compenso vai dal nuovo Faraone e digli di lasciare andare il mio popolo"
" Seee buonanotte! Vado dagli Ebrei e gli dico: salve mi ha mandato un Roveto ardente che mi ha detto che vi libererà e vi darà la terra dove scorre marmellata e vin santo con il piccolo particolare che ora abitano una decina di popoli dai nomi cretini ... e tu vuoi che mi credano e seguano? "
"Latte e miele!" Lo corresse il Signore
"Poi - continuò Mosè - devo andare dal Faraone, che ha spiccato un mandato di arresto nei miei confronti e sbattergli in faccia un qualcosa tipo: Uè bello, libera il popolo del Roveto Ardente"
"Si...Più o meno - rispose il Signore - Al mio popolo dirai che ti ha mandato IO SONO che è un nome in codice, loro ti capiranno. Se non ti capiscono digli che sono il Dio dei loro padri, di Abramo, Isacco, Giacobbe, Signore degli Eserciti, Creatore..."
"OK...ok...calmati, vedrò di farmi capire - disse Mosè - rimane il Faraone, però"
"Miiii che stress, o ti fidi o ti incenerisco qui, faccio il mestiere di Dio da un sacco di tempo saprò bene cosa c'è da fare!"
Poi guardò nella scatola "Trucchi del mestiere" e disse: "Inizia con queste...butta a terra il bastone e si trasformerà in serpente... poi al limite questa....metti la mano sul seno e questa diverrà lebbrosa rimettila e tornerà normale...e se proprio....questa no...questa no....ecco! Prendi un po' d'acqua dal Nilo e buttala sulla spiaggia: si trasformerà in sangue"
"Scusa non era meglio qualcosa tipo un coniglio dal cilindro?" chiese Mosè
"Si....ma non avete ancora inventato i cilindri" rispose Dio
"Giusto - convenne Mosè - vada allora per serpente, mano morta e sangue"
E fu così che Mosè tornò in Egitto per liberare il suo popolo.

Per prima cosa andò da suo fratello Aronne e lo convinse a seguirlo, quindi si recò dal popolo prediletto che era intento a far mattoni per il Faraone.
Aronne spiego al popolo la menata della terra con latte e miele abitata da Amorrei, Perizziti, Evei e Gabusei ma, come aveva sospettato Mosè, l'unica cosa cui esso convenne fu che gli attuali abitanti avevano nomi cretini.
Mosè allora prese il bastone e lo gettò a terra e questi si trasformo in serpente.
Subito una donna iniziò ad urlare e uscita dal gruppo si accanì sul rettile calpestandogli la testa.
Dio ci rimase male, ma d'altra parte era stato lui a dire "Io porrò inimicizia tra te serpente e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno". E come sempre accade anche quella cosa fu.
Mosè approfitto' della presenza della donna e le cacciò la mano nella scollatura, mettendo in atto le parole del Signore il quale dall'alto disse "Il tuo seno non il suo!"
Ma Mosè rispose "Se proprio devo avere la mano morta che mano morta sia fino in fondo, almeno unisco utile al dilettevole" quindi estrasse la mano dalla scollatura e questa era tutta bianca e lebbrosa.
"Che schifo! - Grido il popolo, poi urlando contro la povera donna disse - vai a lavarti zozzona" Convinti che la mano sie era conciata in quel modo a causa della scarsa igiene della donna.
"Aspettate devo fare il contro incantesimo" - disse Mosè cercando di rinfilare la mano ma quella umiliata scappò via piangendo
"Ben ti sta" fece il Signore
Il popolo si stava un po' scocciando dello spettacolino ma per fortuna di Mosè, che già si vedeva linciato, il trucco delle acque in sangue funzionò, e d'altra parte Mosè significa proprio "salvato dalle acque".

Convinta la sua gente non rimaneva che andare dal Faraone.

To be continued......
July 07

La bibbia secondo Me Capitolo 3: Il Diluvio Universale

Il Diluvio Universale

A quei tempi gli uomini ne combinavano di tutti i colori, e probabilmente anche le donne, tanto che il Signore irritato da tanta schifezza decise di dare una bella ripulita al mondo e fece cadere dal cielo un po' d'acqua. Un bel po' per dirla tutta, più di quella di cui qualcuno incolpa il governo ladro e, infatti fece piovere per 40 giorni e 40 notti di fila, in fila per tre col resto di due (un giorno e una notte per la precisione). All'ultimo però, prima di dare via al lavaggio, si avvide di Noè e della sua famiglia, che sembravano essere tutto sommato delle buone persone e decise di salvarle. Siccome Egli era onnipotente e tutto poteva, ma era un po' stanchino, decise di far fare a Noè un'Arca: gli dettò le dimensioni specificando che in certi casi le dimensioni contano eccome, e gli spiegò anche come montarla. Il pover'uomo che non aveva a disposizione né motoseghe, né segherie, e iniziò dunque a farsi un mazzo pazzesco per deforestare tre quarti di Mesopotamia ma alla fine, con la sola forza delle proprie braccia, l'abilità delle proprie mani, sudando le proverbiali 7 tuniche, che le camicie ancora non le avevano inventate, costruì la benedetta Arca. Non appena ebbe finito, il Signore gli diede ordine di recuperare maschio e femmina di ogni specie, cosa che fu tutt'altro che semplice. Se infatti per i mammiferi non ci furono grossi problemi, essi infatti si distinguono così bene che addirittura alcuni tra loro sono tuttora utilizzati come metafora per le attitudini sessuali, vedi ad esempio lo stallone, il porco, la vacca e la maiala, non nella versione maremmana, per altre specie l'impresa fu ben più ardua. Non fu facile per Noè, che causa l'età aveva anche qualche problema di cataratta trovare il "pipino" del colibrì e se nessuno si preoccuperebbe mai di visitare un geco per vedere se è maschio o femmina, altrettanto non poté dire Noè nel cercar di distinguer il sesso del varano di Kommodo o di finanche degli scorpioni.
Di sicuro Noè sbagliò qualcosa ed infatti alcune specie andarono estinte, ma per lo più fece un ottimo lavoro. Ad ogni modo, scelto l'equipaggio dello zoo navigante, il lavoro non era certo terminato : bisognava decidere gli alloggi. Come potrete immaginare il signor Gazzella non avrebbe mai accettato la vicinanza di Mister Leone, e anche Il Signor Pecoro ebbe molto da ridire quando scoprì di dover condividere la cuccetta con la famiglia Lupo. Che poi, c'era anche il problema di bilanciare il carico, quindi i coniugi elefanti da una parte e i coniugi rinoceronti dall'altra.
Infine le abitudini di vita. Gli elefanti mangiavano quantità indicibili di foglie e, si sa, la verdura gonfia; gli Ippopotami scagazzavano come loro consuetudine, inondando tutti i vicini; i bradipi russavano in continuazione , le lepri copulavano come conigli disturbando le tartarughe, notoriamente lente sia ad andare che a venire. Non erano ancora salpati che c'erano già liti degne del peggior condominio.
Iniziò dunque il diluvio e con esso la convivenza forzata: da subito Sem, Cam e Jafet iniziarono a chiedersi se non fosse stato meglio rimanere a terra e che forse sarebbe stato meglio morire annegati che spalare merda dalla mattina alla sera. Per di più Jafet, solito imbecille, si era pure dimenticato le carte da briscola e il domino.
Noè al timone non faceva che chiedersi perchè il buon Dio, anziché buttare in piedi quel casino, non si fosse inventato una semplice pandemia, che ne sò io, una SARS, cosa che il buon Dio di fatto annotò e mise in pratica qualche millennio dopo, ma con la Peste Nera.
Poco più in là, la moglie di Noè, annoiatissima, nel mentre cercava di far mangiare delle uova sode alla coppia di giaguari, sognava ad occhi aperti di essere nella propria dimora a tessere una telo di giorno per disfarlo di notte, circondata da dei bei "procioni" (ma questa è un'altra storia).
Ad ogni modo, sia per chi aveva dubbi , sia per chi sognava, sia per chi era preso a spalare cacca immerso in un tanfo pestilenziale, alla fine passarono centocinquanta giorni: il diluvio finì e le acque si ritirarono.
Subito Noè volle ringraziare il buon Dio, il quale però non contento delle sole preghiere volle anche degli olocausti.
Rimase per sempre senza risposta la domanda di Sem il quale si chiese perchè accidenti il Signore li aveva obbligati a curarsi degli animali se già sapeva, che una volta in salvo, li avrebbe pretesi in sacrificio.

July 05

La bibbia secondo Me Capitolo 2: Adamo ed Eva


Adamo ed Eva

Dopo che ebbe creato l'uomo il buon Dio decise di trovargli qualcosa da fare e fu così che piantò un bel giardino, pieni di alberi albicocchi, peri, banani, e ahimè, anche di meli. Fatto il tutto, il Signore chiamò l'uomo e disse:
"Adamo, ti ho fatto un bel giardino perchè tu possa coltivarlo"
"Scusa Dio - disse Adamo - ma non ho ancora commesso il peccato originale perchè mai dovrei lavorarlo?"
Dio, lì per lì ci rimase un po' male: non aveva considerato il lavoro come punizione e in tal caso era ovvio che il neonato uomo non poteva ancora aver fatto nulla per offenderlo.
Ci pensò un po' e poi disse:
"Si, hai ragione...ti ho fatto un bel giardino perchè tu possa custodirlo"
"Mi si perdoni la sfrontatezza, ma custodirlo da chi, se sono qui da solo?"

A quel punto il Signore iniziò ad irritarsi e ordinò ad Adamo di entrarci e farci quel cavolo che voleva, a patto che non mangiasse il frutto dell'albero della conoscenza che come tutti sanno era un Melo, pena la morte.
Ma anche allora il primo Uomo ebbe da ridire.
"Se non posso mangiarne il frutto, che ce l'hai messo a fare? Non potevi metterlo oltre quel fiume lì" indicò vago con il dito
"Si chiama Pison quel fiume lì" rispose irritato il Signore
"Che nome del cavolo" ribatté l'Uomo
"E tu che hai chiamato quel coso ornitorinco?" chiese Dio un po' seccato indicando uno strano animale.
"In effetti..." ammise l'uomo, e la discussione finì in quell'istante.

Dio decise che l'uomo stava diventando un po' troppo impertinente e per sistemarlo decise di creare la donna, a cui diede il dono dell'ultima parola.
Non appena Dio l'ebbe creata l'uomo disse:

"Essa è carne della mia carne e ossa delle mie ossa" - perchè Dio a corto di idee l'aveva fatta togliendo una costola ad Adamo - "La si chiamerà donna in quanto dall'uomo è stata tolta. Per questo l'uomo abbandonerà sua madre e suo padre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne"

E la donna subito prese parola e fece notare: "Ma visto che pontifica, chi ha abbandonato il signorino?"
"Questa è la prima volta che parla e già mi ha rotto i cosiddetti... iniziamo bene" si lamentò sconsolato l'uomo.

Il giardino terrestre all'epoca era riservato ai naturisti e infatti, l'uomo e la donna se ne giravano nudi senza vergogna. Al serpente che era il più pudico degli animali la cosa dava parecchi